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20 giu 2022

"Assunzioni e formazione pagata" La riforma che migliora la scuola

Decreto al Senato, il relatore Cangini (FI): ecco come stabilizzeremo anche i docenti di sostegno

20 giu 2022

Non si vive di sola Ucraina. Ancor prima di votare sulle armi a Kiev, questa settimana il Senato dovrà esprimersi sulla conversione in legge del decreto "Pnrr 2", di cui la riforma del reclutamento scolastico è la parte saliente. Relatore del testo è il senatore di Forza Italia Andrea Cangini, cui è toccata la non facile opera di mediazione prima all’interno della maggioranza e poi tra maggioranza e governo.

Senatore Cangini, cosa dobbiamo aspettarci?

"Credo di poter dire che, nelle prossime ore, il Parlamento, riappropriatosi della funzione legislativa, approverà norme in materia di scuola più avanzate rispetto a quelle disposte dal governo. Abbiamo ricevuto un buon decreto, restituiremo al Paese un decreto migliore".

Una delle questioni più delicate erano le coperture finanziarie…

"Vero, e si tratta di una questione in parte ancora aperta. Nel discorso che fece per ottenere la fiducia al Parlamento, Mario Draghi disse che la riforma della scuola sarebbe stata la priorità del proprio governo. Parole sacrosante, perché gli studenti di oggi sono la classe dirigente di domani: formarli adeguatamente grazie alla formazione e all’incentivazione dei loro docenti significa occuparsi del futuro dell’Italia".

Ma tutto questo ha dei costi.

"Appunto. Riforme a costo zero non esistono, ed essendo io un draghiano convinto mi sono sentito in dovere di dare concretezza alle parole del premier chiedendo con una certa forza al governo di trovare le risorse necessarie".

Le ha ottenute?

"Grazie alla straordinaria compattezza della maggioranza e alla fermezza dei presidenti delle commissioni Istruzione e Affari costituzionali, abbiamo ottenuto che le risorse della Carta docente non verranno toccate. La formazione degli insegnanti verrà finanzia con un fondo ad hoc fino al 2024 e il governo si è impegnato a trovare risorse aggiuntive sin dalla prossima legge di bilancio".

C’è poi il tema dei risparmi dovuti alla denatalità…

"La denatalità è un fatto come è un fatto che l’Italia spenda per l’istruzione meno dei partner europei. I partiti di maggioranza hanno chiesto che i risparmi dovuti alla riduzione del numero degli studenti rimangano nel comparto scuola. Nelle prossime ore avremo la risposta del Ministero dell’Economia e della Ragioneria generale dello Stato".

Nei giorni scorsi gli insegnanti hanno scioperato. Crede che le correzioni al decreto li accontenteranno?

"Non mi preoccupo del consenso, ma dell’efficacia e dell’equità della riforma. L’obiettivo è tenere in equilibrio i diritti dei precari storici con quelli dei giovani neolaureati con vocazione all’insegnamento".

Ci siete riusciti?

"Direi di sì. Abbiamo previsto la proroga della procedura straordinaria per l’assunzione di insegnanti di sostegno che hanno conseguito il titolo di abilitazione, razionalizzato il percorso di formazione, disposto che i crediti formativi siano aggiuntivi per evitare disparità, previsto la possibilità di acquisire i crediti già durante il quinquennio universitario, introdotto criteri meritocratici…".

Lei ha dovuto mediare tra istanze e sensibilità molto diverse. È stata dura?

"La politica è mediazione, questa è riuscita perché abbiamo lavorato in silenzio, con realismo e senso di responsabilità. È stato faticoso, ma utile: ho perso tre chili tra pasti saltati e notti in bianco, torna utile in vista della prova costume".

Ettore Maria Colombo

© Riproduzione riservata

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