Enrico Zenatti, 54 anni, è accusato di aver ucciso la suocera
Enrico Zenatti, 54 anni, è accusato di aver ucciso la suocera
di Tommaso Papa Enrico Zenatti, in cella a Mantova con l’accusa di aver ucciso la suocera, comparirà domani mattina davanti al gup Beatrice Bergamasco per l’interrogatorio di garanzia. Una sorta di deja vu per il 54enne venditore di frutta e verdura. Lui è già stato un "presunto assassino" ma se la cavò. Fu incriminato, condannato e poi assolto per l’uccisione di due prostitute a Verona. Ora l’accusa tombale di omicidio volontario gli ripiomba addosso. Secondo i carabinieri di Mantova, Zenatti la sera di giovedì avrebbe ucciso la madre di sua moglie, Anna Turina, 74 anni, con la quale da...

di Tommaso Papa

Enrico Zenatti, in cella a Mantova con l’accusa di aver ucciso la suocera, comparirà domani mattina davanti al gup Beatrice Bergamasco per l’interrogatorio di garanzia. Una sorta di deja vu per il 54enne venditore di frutta e verdura. Lui è già stato un "presunto assassino" ma se la cavò. Fu incriminato, condannato e poi assolto per l’uccisione di due prostitute a Verona. Ora l’accusa tombale di omicidio volontario gli ripiomba addosso. Secondo i carabinieri di Mantova, Zenatti la sera di giovedì avrebbe ucciso la madre di sua moglie, Anna Turina, 74 anni, con la quale da tempo c’era un clima di astio. La donna era stata trovata ai piedi di una scala nella villetta a due piani di Malavicina, frazione del comune mantovano di Roverbella. Era coperta di sangue, con varie ferite da taglio provocate, in parte, da una vetrata posta nel passaggio verso la cantinetta, dove si trovava il cadavere.

Accantonata l’ipotesi di un incidente domestico, gli inquirenti hanno imboccato la strada del delitto familiare. Una serie di elementi ancora tenuti coperti (si parla di testimonianza e telecamere, contraddizioni del sospettato e appunto di astio personale) hanno indotto l’autorità giudiziaria a disporre l’arresto dell’ambulante. Al presunto "killer che visse due volte", il destino ha riservato un’altra sorpresa, forse un altro incubo: il pm che conduce l’inchiesta mantovana, Fabrizio Celenza, è lo stesso accusatore che il 17 luglio del 2006, davanti al gup veronese Paola Vacca, aveva chiesto 30 anni per Zenatti accusandolo del duplice omicidio di due ragazze di vita sudamericane che l’uomo frequentava. La colombiana Yolanda Gracia Holguin, di 38 anni, era sparita dal suo appartamento nella città scaligera il 27 marzo 2003. Il suo corpo non è stato mai ritrovato. La brasiliana Luciana Lino De Jesus, 29 anni, fu trovata strangolata nel suo letto, sempre a Verona, nel febbraio 2004.

L’ambulante finì tra i sospettati: secondo la Procura, era l’amante della brasiliana e lei avrebbe voluto che l ‘uomo lasciasse la moglie. La prostituta colombiana, invece, sarebbe stata eliminata per rubarle 30mila euro. Il processo del 2006 si chiuse con una condanna a 18 anni per Zenatti. L’uomo ne trascorse dentro meno di tre. Nel 2008 la Corte d’Appello di Venezia ribaltò il verdetto: assolto con formula piena. L’unica condanna, tre anni per calunnia nei confronti di un’ispettrice di polizia. La Cassazione l’anno dopo rese definitiva l’assoluzione. Ora la nuova incriminazione cambia lo scenario. Il commerciante, che a Malavicina è un insospettabile, attivo nel sociale e volontario, risponderà alle accuse assistito dalla legale mantovana Silvia Salvato. "Sa come muoversi – commenta l’avvocato Enrico Bastianello, che rappresentava le famiglie delle vittime e che nel 2012 aveva chiesto di riaprire le indagini – ma questo episodio getta una luce sinistra sui precedenti delitti. Forse qualcuno dei testimoni che allora gli fornì un alibi potrebbe essere indotto a cambiare versione".