di Giampaolo Pioli Il Congresso americano assediato. Washington è sotto coprifuoco. I fan di Trump come veri squadristi armati, hanno preso d’assalto per ore il palazzo del Campidoglio e fatto irruzione nelle aule. Si sono sentiti spari nella Rotonda e ci sono stati feriti e una donna colpita al petto è morta. Il sindaco di Washington ha proclamato lo stato di emergenza e chiesto l’intervento della Guardia Nazionale. Centinaia di uomini armati hanno fatto irruzione e sparato nelle aule del Senato e della Camera mentre era in corso il dibattito e il voto per la certificazione definitiva della vittoria di Biden. Senatori e deputati sono stati evacuati e solo a tarda notte la seduta è ripresa col rituale previsto dalla costituzione. Nancy Pelosi ha voluto che...

di Giampaolo Pioli

Il Congresso americano assediato. Washington è sotto coprifuoco. I fan di Trump come veri squadristi armati, hanno preso d’assalto per ore il palazzo del Campidoglio e fatto irruzione nelle aule. Si sono sentiti spari nella Rotonda e ci sono stati feriti e una donna colpita al petto è morta. Il sindaco di Washington ha proclamato lo stato di emergenza e chiesto l’intervento della Guardia Nazionale.

Centinaia di uomini armati hanno fatto irruzione e sparato nelle aule del Senato e della Camera mentre era in corso il dibattito e il voto per la certificazione definitiva della vittoria di Biden. Senatori e deputati sono stati evacuati e solo a tarda notte la seduta è ripresa col rituale previsto dalla costituzione. Nancy Pelosi ha voluto che il Congresso porseguisse con una plenaria notturna.

"Questa non è una protesta ma è una insurrezione – ha detto Biden parlando al paese – Oggi è il giorno più buio della nostra democrazia. L’America non è questa. Noi non siamo così. Chiedo al presidente Trump di parlare al paese per riportare la calma perché le parole di un presidente pesano…".

Trump ha parlato pochi minuti dopo anche sotto l’enorme pressione degli stessi parlamentari che lo appoggiavano. "Andate a casa. Ma ci hanno rubato le elezioni. Vogliamo la pace…ricorderete per sempre questo giorno". In realtà è stato un vero tentativo di golpe. Un golpe fallito. Qualcuno pensa sia stato preparato con cura perché i dimostranti sono arrivati all’assalto del Congresso non solo con le armi e con i picconi, ma con corde e moschettoni per dare la scalata ai muri del Capigoglio e appendere all’interno bandiere di Trump.

Uno di loro è arrivato nell’aula del Senato si è seduto sullo scranno principale mentre la gente fuggiva e ha gridato "Trump ha vinto, non molliamo". Tutto e partito dal discorso incendiario di Trump ai suoi fan dove ha incitato alla resistenza e alla lotta decine di migliaia di seguaci che hanno preso d’assalto il Congresso costringendolo al lockdown.

L’America è in stato di shock. Intorno al palazzo del Campidoglio è stato trovato anche dell’esplosivo ma l’ordigno è stato disattivato. Washington è rimasta nel caos per ore fino a quando è scattato il coprifuoco. La polizia e l’FBI che schedavano tutti con l’accusa di insurrezzione hanno effettuato centinaia di arresti fra i dimostranti .

Mike Pence, che presiedeva la seduta congiunta, questa volta non ha ubbidito all’ordine di Trump e ha seguito il dettato costituzionale. Il golpe è fallito. Molti senatori e deputati che prima sostenevano Trump potrebbero adesso ripensare al loro voto senza proseguire nella protesta che avrebbe avuto comunque solo un effetto teatrale e dilatorio. L’immagine dei trumpisti e dei criminali armati che hanno invaso il Congresso, le stesse scalinate che il 20 gennaio serviranno per l’inaugurazione di Biden, sono il segnale devastante di un’America spezzata con un presidente che sembra rasentare la follia ed ha ancora 14 giorni di potere assoluto. Ma la frattura ieri è stata soprattutto nel partito repubblicano "Non riconosceremo mai la vittoria di Biden – ha urlato alla folla – Ho vinto io. Ci hanno rubato anche il ballottaggio in Georgia. Non finisce qui, oggi è solo l’inizio".

Trump si ostina a non capire che i suoi giorni sono contati: il partito repubblicano nelle prossime settimane potrebbero abbandonarlo in massa per non sentirsi comlici dei disardini. Sempre più insistenti sono le voci di una sua “fuga” da Washington il 19 gennaio per non partecipare all’inaugurazione di Biden e volare invece in Scozia con un aereo militare nel suo resort golfistico. Ma le autorità scozzesi hanno già fatto sapere che non permetteranno a nessuno di venire dall’estero e violare il lockdown. Forse Trump dovrà scegliere un’altra destinazione più amica: Israele, La Russia di Puntin o l’Arabia Saudita.