di Massimiliano Crosato Un episodio che ha dell’incredibile, quello avvenuto domenica scorsa al Santuario di Monte Berico, sulla collina prospiciente la città di Vicenza, e che riporta immediatamente alla mente le scene del film ’L’esorcista’. A Vicenza domenica sarebbe infatti avvenuto un esorcismo, con una ragazza di 28 anni presunta indemoniata che, una volta portata nel santuario mariano, ha cominciato a portare scompiglio negli ambienti sacri, arrivando ad aggredire il suo confessore impegnato a...

di Massimiliano Crosato

Un episodio che ha dell’incredibile, quello avvenuto domenica scorsa al Santuario di Monte Berico, sulla collina prospiciente la città di Vicenza, e che riporta immediatamente alla mente le scene del film ’L’esorcista’. A Vicenza domenica sarebbe infatti avvenuto un esorcismo, con una ragazza di 28 anni presunta indemoniata che, una volta portata nel santuario mariano, ha cominciato a portare scompiglio negli ambienti sacri, arrivando ad aggredire il suo confessore impegnato a liberarla dalla demoniaca possessione. Una lotta contro il diavolo che ha richiesto l’intervento di rinforzi. Erano infatti addirittura quattro i frati dell’Ordine dei Servi di Maria del santuario che avrebbero accompagnato il rito di esorcismo nei riguardi della giovane che avrebbe assalito uno dei frati durante il rito della confessione con urla in latino, altre lingue incomprensibili e bestemmie. Stando alle cronache locali e ai pochi presenti, il rito di liberazione dal diavolo con lettura di passi dai testi sacri e benedizioni a base di acqua consacrata sarebbe durato addirittura nove ore, con i frati che per prima cosa si sono preoccupati di allontanare i fedeli che erano presenti nella sala della penitenzieria, che in alcuni casi sono usciti impauriti, mettendosi a pregare sulla scalinata del santuario.

Alla fine del lungo ed estenuante rito, la presunta indemoniata, proveniente da una località della provincia di Vicenza, è svenuta ed è stata riportata a casa dai suoi genitori. Secondo quanto è stato poi possibile riscostruire, sarebbe stata la madre della giovane a prendere la decisione di portare la ragazza dai frati del santuario mariano, dopo che la stessa aveva dato segni di notevole squilibrio in casa, con comportamenti violenti e frasi blasfeme nei confronti della sua famiglia. Al momento dell’aggressione al frate confessore, il primo a prendersi cura della giovane, assieme ai genitori era presente anche il fratello della ragazza. Resosi conto della gravità del caso e della violenza della ragazza che avrebbe aggredito anche la madre, il confessore ha chiesto l’aiuto dei confratelli che con lui hanno iniziato un lunghissimo rito di esorcismo. Nel frattempo, data la situazione, erano stati allertati sia gli agenti delle forze dell’ordine che la polizia locale e i sanitari del Suem, i cui operatori però sono però rimasti fuori dalla penitenzieria ad attendere la fine del rito. Che si è concluso solo dopo nove ore, attorno alle 20.30, quando la ragazza si è addormentata di colpo, letteralmente stremata.