di Nicola Palma MILANO Poco più di tre settimane fa, il primo febbraio, la Direzione centrale dei servizi tecnico-logistici del Dipartimento della pubblica sicurezza ha nominato la commissione di esperti che dovrà giudicare i modelli proposti dagli operatori invitati a novembre a partecipare a una procedura ristretta. Totale della fornitura: 4.482 armi a impulsi elettrici. Base d’asta: 8,53 milioni di euro. Sarà la volta buona per il taser? "Sono in corso le procedure di gara indette per l’acquisizione dell’arma a impulsi elettrici, a conferma dell’intendimento dell’amministrazione della Pubblica sicurezza di dotare...

di Nicola Palma

MILANO

Poco più di tre settimane fa, il primo febbraio, la Direzione centrale dei servizi tecnico-logistici del Dipartimento della pubblica sicurezza ha nominato la commissione di esperti che dovrà giudicare i modelli proposti dagli operatori invitati a novembre a partecipare a una procedura ristretta. Totale della fornitura: 4.482 armi a impulsi elettrici. Base d’asta: 8,53 milioni di euro. Sarà la volta buona per il taser? "Sono in corso le procedure di gara indette per l’acquisizione dell’arma a impulsi elettrici, a conferma dell’intendimento dell’amministrazione della Pubblica sicurezza di dotare le forze di polizia dell’arma in questione non appena ne sarà verificata la rispondenza ai requisiti tecnici richiesti", ha confermato in una nota il Dipartimento della Pubblica sicurezza.

L’argomento è tornato di strettissima attualità dopo la morte in via Sulmona a Milano del filippino Jerry Dimaculangan, colpito dai proiettili esplosi dalla pistola di un poliziotto, aggredito dalla vittima con un coltello da cucina: sarebbe stato utile il taser? Il suo utilizzo sarebbe stato risolutivo per rendere inoffensivo l’uomo? Ieri il primo a ribadire la richiesta che la pistola a impulsi elettrici entri definitivamente nella dotazione di carabinieri, poliziotti e finanzieri è stato il segretario della Lega Matteo Salvini, che da ministro dell’Interno ne aveva lanciato la sperimentazione: "Una preghiera per il morto, con l’auspicio che le forze dell’ordine vengano dotate della pistola a impulsi elettrici che viene usata in molti Paesi in tutto il mondo (ma ancora non in Italia)". Il progetto taser è partito nel nostro Paese nel dicembre 2014 con la costituzione di un tavolo tecnico interforze.

Poco meno di 4 anni dopo, nel settembre 2018, è scattata la sperimentazione in 12 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Genova e Brindisi. Alcuni equipaggi del pronto intervento sono stati dotati dei 32 Tx2 noleggiati per un anno dalla Axon Public Safety Germany: si tratta di una pistola che se azionata proietta due piccoli dardi, collegati all’arma da fili elettrici, che al contatto col "bersaglio" producono una scarica a bassa intensità di corrente che provoca una momentanea paralisi dei muscoli. Risultato in 9 mesi: il taser è stato adoperato per 60 volte (46 dalla polizia, 11 dai carabinieri, 3 dalla Finanza). In 47 casi, gli interventi si sono risolti con la semplice estrazione dell’arma o con l’attivazione del ’warning arc’, la scarica di avvertimento a distanza, mentre nei restanti 13 l’aggressore è stato colpito coi dardi. La fase di test è stata prorogata, e nel frattempo, il 22 gennaio 2020, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare all’ingresso della pistola elettrica nell’equipaggiamento delle forze dell’ordine.

A luglio, però, lo stop: la Axon, unica azienda in corsa per il bando di fornitura, è stata esclusa dalla procedura per via di alcune prove balistiche non andate a buon fine. Le pistole elettriche sono state ritirate e riposte nelle armerie delle Questure. Nel frattempo, l’iter è ripartito.