di Giulia Prosperetti Mentre l’Italia ha superato i primi 100mila vaccinati in una settimana (109.454 quelli comunicati alle 22 di ieri sera, appena il 23% delle dosi consegnate) l’incertezza avvolge ancora il piano messo a punto dagli esperti e dal commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. Ai ritardi si aggiungono i problemi legati alla mancanza di medici e alla carenza di siringhe di precisione. Punto per punto il quadro della situazione nel nostro Paese. QUANTE VACCINAZIONI A OGGI IN ITALIA? Il sito del ministero della Salute alle 22 di ieri riportava i numeri aggiornati alle 13, quando nel nostro Paese erano state somministrate 84.730 dosi di vaccino delle 479.700 arrivate in Italia (comprendendo le 9.750 iniziali). Nel...

di Giulia Prosperetti

Mentre l’Italia ha superato i primi 100mila vaccinati in una settimana (109.454 quelli comunicati alle 22 di ieri sera, appena il 23% delle dosi consegnate) l’incertezza avvolge ancora il piano messo a punto dagli esperti e dal commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. Ai ritardi si aggiungono i problemi legati alla mancanza di medici e alla carenza di siringhe di precisione. Punto per punto il quadro della situazione nel nostro Paese.

QUANTE VACCINAZIONI

A OGGI IN ITALIA?

Il sito del ministero della Salute alle 22 di ieri riportava i numeri aggiornati alle 13, quando nel nostro Paese erano state somministrate 84.730 dosi di vaccino delle 479.700 arrivate in Italia (comprendendo le 9.750 iniziali). Nel dettaglio 75.327 sono state destinate a operatori sanitari e sociosanitari; 4.190 a personale non sanitario; 5.213 a ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Da calendario è atteso per oggi (ma forse slitterà a domani) l’arrivo delle ulteriori 470mila dosi settimanali previste per l’Italia ma il Paese non sembra reggere il ritmo imposto dalla campagna.

LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE

E QUELLE PIÙ INDIETRO

A livello regionale il quadro delle vaccinazioni vede, su base percentuale rispetto ai quantitativi ricevuti, in testa la Provincia autonoma di Trento, con (dati delle 13 di ieri) il 45.1% delle dosi somministrate, e in fondo alla lista il Molise fermo all’1.7%. Tra le regioni più virtuose figurano anche il Lazio (37.9%); il Veneto (28.6%); il Friuli-Venezia Giulia (26.4%); e la Toscana (26.1%). Seguono il Piemonte (23.8%) e la Basilicata (23.2%). Tutte le altre si attestano sotto il 20%. Arranca in particolare la Lombardia con appena il 3% (2.416).

IL PIANO FA ACQUA: INCOMPLETO L’ELENCO

DELLE SEDI

L’elenco dei centri vaccinali designati per la somministrazione del vaccino "è ancora in divenire e dipenderà da tre variabili: la quantità di vaccino disponibile, la numerosità delle categorie target prioritaria, nonché dagli aspetti logistici legati alla tipologia di catena del freddo". Per la ‘Fase 2’ il governo ha previsto circa 1.500 siti in cui verrà effettuata la vaccinazione. Sull’individuazione dei luoghi sono al lavoro le Regioni in collaborazione con le Asl. I centri vaccinali potrebbero essere adibiti all’interno di ambulatori, stabili vari, palazzetti dello sport e padiglioni.

CARENZA DI MEDICI

E INFERMIERI

Perché le vaccinazioni corrano al ritmo di 300mila al giorno annunciato dal ministro Speranza, dei 13 milioni di vaccinati entro marzo, all’appello mancano 15mila operatori sanitari. Questo a causa dell’incomprensibile ritardo con cui il governo ha avviato il piano di reclutamento. Il bando per l’assunzione a tempo determinato dei 3mila medici e 12mila infermieri necessari al piano nazionale di somministrazione dei vaccini è stato pubblicato solo a metà dicembre, mentre la gara per la selezione delle 5 agenzie per il lavoro incaricate della selezione, è stata fissata alla fine del mese scorso.

I PROSSIMI CITTADINI

DA VACCINARE

In attesa della vaccinazione delle prossime categorie a rischio, non è ancora chiaro a quali verrà data la priorità, quali saranno i tempi e come funzionerà il sistema di prenotazione dei vaccini. Si sta lavorando a un centro informatico nazionale per costituire un registro di elenchi e prenotazioni. Per le prenotazioni, che potranno essere sia a carico degli utenti che su invito dei servizi sanitari regionali, saranno previsti sistemi come le app e i metodi online, ma anche sms, telefonate o avvisi postali.

NEI REPARTI MANCANO

LE SIRINGHE ADATTE?

In diverse strutture di Lombardia e Marche le forniture non sono ancora arrivate e, in alcuni casi è stato necessario ricorrere alle scorte degli stessi ospedali.