Massa, 13 marzo 2014 - Ci vorrà ancora tempo prima che il Piano paesaggistico della Regione Toscana venga approvato dal consiglio regionale e ancora non è certo se corrisponderà in tutto alla versione deliberata dalla giunta a gennaio; così come bisognerà attendere mesi prima che sia completata la modifica alla legge del 1998 che regola i criteri per l’escavazione in tutta la regione. Ma nel frattempo i procedimenti autorizzativi non sono certo restati fermi, neppure per le cave di cresta, quelle che dovrebbero chiudere perché deturpano il profilo delle montagne. Parliamo ad esempio delle cave Padulello-Biagi: la società concessionaria, Sermattei Srl, dopo aver ottenuto Pronuncia di compatibilità ambientale comprensiva di Pronuncia di valutazione di incidenza, nulla osta del parco e autorizzazione al vincolo idrogeologico da parte della conferenza dei servizi del Parco delle Alpi Apuane, a ottobre del 2013 ha ricevuto anche l’autorizzazione all’escavazione parte del Comune di Massa per la cava Padulello. Ricordiamo che la variante presentata dalla ditta prevedeva un aumento delle volumetrie al Padulello: 33mila e 969 metri cubi di scavo, quasi 22mila in più rispetto ai 12.038 del piano precedente, con un incremento dell’escavazione in galleria rispetto a quella esterna. Escavazione in galleria forse visivamente meno impattante ma sulle quali il Comune chiede molti più controlli: “Ad ogni ampliamento dovrà essere aggiornata l’analisi di stabilità cinematica del tetto e delle pareti del sotterraneo”. Insomma la montagna è fragile e bisogna “escludere potenziali dissesti di natura cinematica e statica a carico del sotterraneo”. Resta invece sospesa l’autorizzazione per la Cava Biagi in attesa di ulteriori documenti dalla conferenza dei servizi in merito a delle prescrizioni Asl. Ma in attesa di completare la Valutazione di impatto ambientale, per arrivare al “Nulla osta” del Parco, ci sono anche molti altri progetti di escavazione in area Parco. Solo a Massa parliamo ad esempio di Filone Fondone e Puntello Bore. E le autorizzazioni potrebbero arrivare prima dell’approvazione del Piano paesaggistico.