di Alessandro Farruggia Arriva, con contagocce, anche il vaccino di Moderna e al ministero della Salute si è deciso che oltre al milione e 404mila operatori sanitari e ai 570mila ospiti e personale delle Rsa che si stanno attualmente vaccinando, si avvierà gradualmente anche la vaccinazione degli ultraottantenni (che sono 4 milioni e 442mila) e del personale scolastico, due categorie che avrebbero dovuto iniziare a essere vaccinate tra la metà e la fine di febbraio. Il problema è che la coperta è corta e stante la limitata quantità di dosi questo andrebbe a vantaggio di ultraottantenni e docenti e a danno della copertura vaccinale delle due categorie oggi prioritarie. Ma nessuno può fare miracoli. "In questa prima fase –...

di Alessandro Farruggia

Arriva, con contagocce, anche il vaccino di Moderna e al ministero della Salute si è deciso che oltre al milione e 404mila operatori sanitari e ai 570mila ospiti e personale delle Rsa che si stanno attualmente vaccinando, si avvierà gradualmente anche la vaccinazione degli ultraottantenni (che sono 4 milioni e 442mila) e del personale scolastico, due categorie che avrebbero dovuto iniziare a essere vaccinate tra la metà e la fine di febbraio. Il problema è che la coperta è corta e stante la limitata quantità di dosi questo andrebbe a vantaggio di ultraottantenni e docenti e a danno della copertura vaccinale delle due categorie oggi prioritarie. Ma nessuno può fare miracoli.

"In questa prima fase – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza – siamo noi a selezionare le categorie da vaccinare: medici e residenti delle Rsa. Poi partiremo con le persone che hanno più di 80 anni e andremo a scendere. Saranno le strutture del Servizio sanitario nazionale a chiamare direttamente le persone da vaccinare, coinvolgeremo i medici di base, tutti saranno informati ma ancora si tratta di poche categorie selezionate. La vaccinazione di massa partirà più avanti, quando avremo a disposizione più vaccini". Sulla questione se somministrare subito tutte le dosi di vaccino a disposizione o conservarne una parte per il richiamo, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: "Io penso che si debba andare veloci, le dosi vanno utilizzate tutte, poi per il richiamo c’è tempo".

Le dosi del vaccino Pfizer giunte in Italia sono 918.450, delle quali a ieri ne sono state somministrate 701.623: è il 76,4% del totale in 12 giorni di vaccinazione. Ad aiutarci nella campagna di immunizzazione giungerà oggi alle 12, all’Istituto Superiore di Sanità la prima quota dei vaccini Moderna, il secondo a essere autorizzato dall’Ema. Il carico previsto per questa settimana è di 47mila dosi. "Sono poche dosi, per cominciare, ma siamo in linea con la promessa di un primo invio di 50mila dosi questa settimana" ammettono dalla struttura commissariale di Arcuri. Si tratta di un decimo della prima tranche di quanto spedito da Pfizer a fine dicembre. La seconda consegna Moderna sarà di altre 66mila dosi ed è prevista per il 25 gennaio. Dopo a febbraio arriveranno 163mila dosi – data di consegna attesa l’8 febbraio – e il 22 dello stesso mese il carico più consistente di 488mila dosi. Per un totale avremo 764mila dosi in due mesi: è grossomodo la metà di quanto Moderna avrebbe dovuto fornirci nel primo trimestre, e cioè 1 milione e 346mila dosi. Poco. Il lotto dei vaccini Moderna dovrebbe essere ripartito tra le Regioni virtuose, che smaltiscono più rapidamente le dosi. Ma sono nate polemiche. L’Umbria con il 102,3% davanti alla Campania con il 101,7% (oltre la dotazione perché da una fiala Pfizer si possono ricavare 6 dosi invece di 5), poi ci sono il Veneto all’ 95,6%, la Toscana 95,1%, la Sardegna al 87,2%, Emilia Romagna all’86,7%, mentre la Lombardia è solo al 52,6%. Intanto sta arrivando il terzo carico di vaccini Pfizer dopo il primo blocco di 470mila e il secondo di 440mila, questa settimana dovremmo riceverne circa 460mila.

L’obiettivo è vaccinare 6 milioni di persone nel primo trimestre con le dotazioni di Pfizer e Moderna, compreso il richiamo. Se invece arriverà anche il vaccino di AstraZeneca (una decisione dell’Ema è attesa attorno al 20 gennaio) entro marzo sarebbe teoricamente possibile immunizzare 13 milioni di italiani. Il piano strategico, che prevedeva anche i vaccini AstraZeneca e Curevac (ancora non approvati) prevedeva di avere 28 milioni e 269mila dosi (e quindi 14 milioni di vaccinati) nel primo trimestre 2021.