Guardia di finanza (Foto archivio)
Guardia di finanza (Foto archivio)

Foggia, 23 luglio 2019  - Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, è tra gli arrestati nell'operazione denominata 'Madrepietra' che ha portato all'esecuzione di almeno 15 custodie cautelari, di cui tre ai domiciliari e per i restanti misure di natura interdittiva, eseguite dai finanzieri del comando provinciale di Foggia.

Venticinque in totale gli indagati nell'inchiesta che riguarda gravi reati contro la pubblica amministrazione, la 'par condicio imprenditoriale', la fede pubblica e il patrimonio.

Il sindaco di Apricena, arrestato oggi, è al suo secondo mandato. Dopo undici anni di militanza in Forza Italia nel maggio 2018 aveva aderito alla Lega di Matteo Salvini. Il 26 maggio alle ultime amministrative si è presentato con 'Uniti per Cambiare', una lista civica da lui promossa nel 2012, e ottenendo una percentuale del 71% dei consensi. 

INDAGINI - Le indagini sono iniziate a seguito di una querela presentata da un privato cittadino che segnalava "gravi irregolarità" nelle procedure di aggiudicazione di importanti commesse pubbliche da parte del Comune di Apricena. Secondo quanto scritto nella querela a beneficiare di tali irregolarità era un noto gruppo imprenditoriale del posto, ritenuto "vicino" al sindaco di Apricena.  

Gli investigatori partendo da lì hanno raccolto "gravi indizi in ordine alla commissione dei reati di concussione, peculato d'uso ed abuso di ufficio". Sarebbe stato accertato che Antonio Potenza, nel febbraio 2018, scrive la Guardia di Finanza: ha "costretto un componente del proprio staff a rinunciare al posizionamento ottenuto nella graduatoria finale di un concorso pubblico cui aveva partecipato, in modo tale da consentire ad altro candidato di risultare vincitore della selezione. L'intera condotta era mossa da ragioni di natura politica, risultate prevalenti rispetto al rigoroso rispetto della legalità".

Illegalità confermata dalle intercettazioni telefoniche e e testimoni che dimostrerebbero come il Sindaco del Comune di Apricena, nel gennaio del 2018, "abbia impiegato, per disbrigare impegni di natura privata e connessi alla professione di ingegnere, autovettura in dotazione al Comune per l'esecuzione di attività istituzionali".   

Il presunto affidamento illecito, da parte del Sindaco di Apricena, risale invece al novembre 2017: "dei lavori di realizzazione dell'impianto di videosorveglianza dell'immobile sede del Comune in favore di imprenditore compiacente. In particolare, nel corso delle attività di indagine, emergeva come il Sindaco utilizzasse personalmente una scheda telefonica intestata alla madre di tale imprenditore".