14 apr 2022

Armi a Kiev, Mosca tuona: colpiremo i convogli

Il Cremlino fa sapere che considererà obiettivi i mezzi Nato o americani in territorio ucraino. Consegne affidate ai contractor

giovanni rossi
Cronaca
Civili ucraini esplorano un tank russo distrutto nella cittadina di Hostomel, nei sobborghi della capitale ucraina
Civili ucraini esplorano un tank russo distrutto nella cittadina di Hostomel

Roma, 14 aprile 2022 - Non è una novità, ma sentirla ripetere potrebbe fare il suo effetto. Almeno così auspica Mosca. "Consideriamo obiettivi legittimi i veicoli americani e della Nato che trasportano armi nel territorio ucraino", ribadisce (e avvisa) il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo scrive la Tass, poche ora prima che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden annunci al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’invio di altri 800 milioni di dollari in approvvigionamenti militari. La spedizione si aggiunge agli 1,7 miliardi di armamenti già spediti dall’inizio del conflitto: con "effetto devastante" – dice Biden – per le aspirazione russe.

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La lista del nuovo invio comprende anche veicoli corazzati e sistemi di artiglieria pesante in grado di colpire fino a 70 km di distanza. Ancora incertezza sugli elicotteri. Mosca minaccia apertamente Washington, ma la consegna di pezzi e materiali avverrà ai confini ucraini, e nessun militare americano o di paesi Nato entrerà (almeno ufficialmente) in Ucraina. Di conseguenza non ci saranno "veicoli americani e della Nato" nel territorio di Kiev. Anzi, tutti i ’regali’ della solidarietà occidentale, alla consegna, diventeranno un asset dei resistenti.

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Saranno dunque contractor o militari ucraini a gestire presa in carico e trasporto. E qui logistica e conoscenza del territorio avranno un peso decisivo per il dislocamento sul campo. La consegna di tank, mezzi corazzati e sistemi missilistici sarà indubbiamente sfidante. Ma convogli frazionati e altre accortezze limiteranno vistosamente le scelte russe. Mosca potrebbe agire con attacchi di caccia o di droni esponendosi però alla vigile contraerea ucraina; oppure potrebbe lanciare missili a lunga gittata secondo le indicazioni dei satelliti, ma con tempo di volo di almeno 10’-15’, e quindi senza spiccata precisione nel caso di colonne ben distribuite e in movimento.

Di certo l’Armata Rossa non starà a guardare, ma le opzioni di contrasto al riarmo di Kiev appaiono spuntate. E questo soprattutto nel caso di altre forniture leggere come droni tattici Switchblade, missili Stinger terra-aria o Javelin anti carro. Tutti dispositivi troppo piccoli per essere intercettati in viaggio. Gli ucraini hanno già ricevuto tra un terzo e un quarto delle scorte statunitensi di Javelin e Stinger. Il Pentagono reagisce convocando i produttori Lockheed Martin e Raytheon. Obiettivo: lanciare un piano straordinario di riassortimento delle scorte.

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