Firenze, 14 giugno 2021 - La tragedia di Ardea è "un fatto gravissimo", e bisogna capire perchè quell'arma "era ancora lì dove non doveva essere", ha commentato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese al termine della riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza a Firenze. La ministra auspica presto nell'entrata in vigore di un sistema che garantisca la tracciabilità di queste armi, un "regolamento che doveva essere adottato a fine 2018", e che non ha ancora visto la luce.  

Sparatoria Ardea, il killer è uscito di casa con i guanti e la pistola

Lamorgese ha spiegato: "La tracciabilità delle armi è garantita attraverso il Ced, ma è in via di conclusione un regolamento che disciplina il sistema informatico di questi dati. Si tratta di un testo già condiviso con le altre forze di polizia, portato alla condivisione anche con le associazioni del relativo comparto". Ma "evidentemente c'è stato un po' di tempo di attesa, speriamo che nel giro di pochissimo questo regolamento venga adottato".

Secondo la titolare del Viminale il killer di Ardea "era certamente una persona labile che aveva un'arma. Su questo aspetto stiamo cercando di capire tramite i carabinieri che sono presenti sul luogo". Lamorgese ha ricordato che "il padre dell'assassino era una guardia giurata e aveva un'arma. Quando morì nel 2020 nessuno denunciò la presenza di un'arma", per questo serve al più presto un sistema condiviso perché si sappia sempre dove sono e chi possiede queste armi.