Roma, 7 dicembre 2018  - La nave Aquarius si ferma, non effettuerà più operazioni di ricerca e soccorso per rifugiati e migranti nel Mar Mediterraneo. Lo annuncia Medici Senza Frontiere (Msf) con il proprio partner Sos Mediterranee. La chiusura, spiegano in una nota le Ong: "È il risultato della prolungata campagna avviata dal governo italiano e supportata da altri stati europei, per delegittimare, diffamare e ostacolare le organizzazioni umanitarie impegnate a soccorrere persone vulnerabili nel Mediterraneo". 

Nel comunicato si legge: "Negli ultimi due mesi, con persone disperate che continuano a fuggire in mare lungo la rotta migratoria più letale al mondo la nave Aquarius è rimasta bloccata in porto, impossibilitata a portare avanti la propria azione umanitaria salvavita". 

"Insieme alle inadeguate e inumane politiche migratorie dell'Unione Europea, questa campagna contro le organizzazioni in mare sta minando il diritto internazionale e i principi umanitari. In mancanza di una soluzione immediata, Msf e Sos Mediterranee non hanno altra scelta che porre fine alle operazioni della nave Aquarius". 

Gabriele Eminente, direttore generale di Msf: "È un giorno buio. Non solo l'Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane. La fine di Aquarius vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone".

"Negli ultimi 18 mesi la Aquarius è stata privata due volte della propria bandiera e ha subito assurde accuse di svolgere attività criminali. Tra campagne diffamatorie e deliberate manovre contro il diritto internazionale, le persone soccorse si sono viste negare l'accesso a porti sicuri, rifiutare assistenza da altre navi e sono state abbandonate in mare per giorni o settimane. La fine forzata delle attività della Aquarius avviene in un momento critico. Almeno 2.133 persone sono morte nel Mediterraneo quest'anno, la stragrande maggioranza era partita dalla Libia. Gli stati membri dell'Europa hanno alimentato terribili sofferenze consentendo alla guardia costiera libica di intercettare più di 14.000 persone in mare e riportarle forzatamente in Libia, in aperta violazione del diritto internazionale. Ma nel 2015, l'Europa aveva preso un impegno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: nessuna persona soccorsa in mare sarebbe stata costretta a tornare in Libia".

SALVINI ESULTA - "Meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Bene così". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini affida a Twitter il suo commento sulla decisione, annunciata ieri sera, di Msf e Sos Méditerranée di chiudere le attività della nave Aquarius.

CIVATI  - Giuseppe Civati, fondatore di Possibile: "La nave Aquarius non salverà più vite, il mare diventa così ancora più pericoloso. L'attuale ministro dell'Interno Salvini gongola, sulle pelle delle persone disperate, proseguendo la battaglia feroce contro le Organizzazioni non governative. Ma le responsabilità sono diffuse nella classe politica italiana, basti pensare al codice Minniti, il primo atto di criminalizzazione verso chi svolgeva attività di salvataggio di vite umane. E non va dimenticato Luigi Di Maio, ormai calato nei panni di perfetto vice Salvini, che parla di taxi del mare". Civati continua: "L'Aquarius che lascia il mare è una sconfitta per tutti, per il principio di umanità. Proprio quell'umanità che questo governo vuole definitivamente seppellire, dietro un volto truce in nome della propaganda, che finisce per distruggere la comunità. E senza una vera comunità, non ci può essere sicurezza. Ma solo più paura, più rabbia e quindi più pericoli".