Aprilia (Latina), 29 luglio 2018 - Inseguito perché ritenuto un ladro, un marocchino di 43 anni è finito fuori strada con la macchina, è stato picchiato e poi è morto. Una 'caccia all'uomo' finita nel sangue con i presunti responsabili - due italiani incensurati - denunciati per omicidio preterintenzionale. La vittima, dopo l'incidente è uscito con le proprie gambe dall'auto e a quel punto è stato aggredito da uno o due dei suoi inseguitori. Poi è stramazzato al suolo, dove l'hanno trovato - ormai privo di vita - i carabinieri intervenuti sul posto. Gli inquirenti mettono le mani avanti: si dovrà aspettare l'autopsia per stabilire se le lesioni mortali siano state provocate dall'incidente o dalle percosse o a entrambe.

Tutto è iniziato all'1,40 di notte, quando un gruppo di abitanti, fermo sotto i palazzi, si insospettisce all'arrivo di una Renault Megane con targa straniera con due persone a bordo. Pensano si tratti di ladri e parte l'inseguimento fai da te, che dura circa 5-6 minuti. L'auto inseguita, stando alla prima ricostruzione, va a tutta velocità, perde il controllo e finisce contro un muretto a lato della carreggiata. Il conducente dell'auto - sulla base di quanto è stato possibile ricostruire grazie alle telecamere di videosorveglianza e al racconto di testimoni - riesce a fuggire, mentre l'altro, probabilmente ferito, scende faticosamente dalla vettura. A questo punto viene affrontato da due dei tre inseguitori, che lo colpiscono con calci e pugni, anche se gli investigatori sono cauti nel definirlo un pestaggio. Sulla base degli elementi acquisiti finora non è chiaro quanto sia stata violenta l'aggressione e chi dei due abbia avuto il ruolo principale: di sicuro allo straniero sono stati inferti dei colpi, ma è molto probabile che abbia riportato serie lesioni anche in seguito all'incidente. 

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Più tardi i carabinieri hanno ritrovato l'auto: era finita fuori strada lungo la via Nettunense, all'altezza della stazione ferroviaria di Campo di Carne. Per terra, senza vita, c'era il corpo del quarantenne. I medici di un'ambulanza chiamata sul posto hanno constatato il decesso dell'uomo, che presentava lesioni di natura traumatica. Accanto alla vittima c'erano i due abitanti del luogo - uno dei quali aveva chiamato il 112 - che avevano seguito l'auto per segnalarne gli spostamenti. Non erano i soli: dalle impronte sul terreno i militari hanno ricostruiti che altre persone erano state presenti sul posto e poi evidentemente si erano allontanate.

Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le indagini condotte sul decesso del cittadino marocchino, due italiani - quarantenni incensurati - sono stati denunciati in stato di libertà per omicidio preterintenzionale in concorso. Uno degli indagati era rimasto sul luogo del fatto, l'altro, resosi irreperibile e saputo che veniva cercato, si è infine costituito. Non è chiaro se avessero organizzato una sorta di 'ronda', in relazione a furti avvenuti in passato: gli investigatori tendono ad escluderlo, vista la presenza sul posto anche di alcuni bambini.
Quanto alla vittima, è stata identificata: ha precedenti di polizia e aveva con sé uno zaino con arnesi da scasso.