di Loredana Del Ninno Non solo ansia e depressione. Gli effetti dell’isolamento da lockdown e delle misure restrittive legate alla pandemia, hanno causato nell’ultimo anno un’impennata dei disturbi del comportamento alimentare tra bambini e adolescenti. Anoressia e bulimia – un tempo appannaggio quasi esclusivo del gentil sesso – sono ancora più diffusi, e sembrano coinvolgere sempre di più anche i ragazzi. Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttrice della rete del Centro...

di Loredana Del Ninno

Non solo ansia e depressione. Gli effetti dell’isolamento da lockdown e delle misure restrittive legate alla pandemia, hanno causato nell’ultimo anno un’impennata dei disturbi del comportamento alimentare tra bambini e adolescenti. Anoressia e bulimia – un tempo appannaggio quasi esclusivo del gentil sesso – sono ancora più diffusi, e sembrano coinvolgere sempre di più anche i ragazzi.

Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttrice della rete del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl Umbria 1 ha lanciato l’allarme nazionale. "Nell’ultimo anno – sottolinea – le richieste di assistenza sono aumentate notevolmente e arrivano da tutta Italia. Circa il 20 per cento di coloro che si rivolgono a noi sono maschi, in particolare della fascia 12-17 anni".

"Abbiamo assistito a un’intensificazione dei casi del 20-25% rispetto al periodo pre Covid – conferma Duccio Maria Cordelli (nella foto), direttore Uo Neuropsichiatria dell’età pediatrica al policlinico Sant’Orsola di Bologna, centro regionale per i disturbi dell’alimentazione in età evolutiva –. L’incremento si attesta sul 50% se prendiamo in esame la fascia degli under 13. Dati che si innestano su un trend già in crescita precedentemente, a cui la pandemia ha dato una spallata considerevole. L’anoressia risulta più diffusa rispetto alla bulimia".

La tendenza ha seguito in maniera differente le varie fasi dell’emergenza sanitaria. "Durante il primo lockdown, quello più duro – prosegue l’esperto – i numeri si erano più o meno stabilizzati. Con la seconda ondata, a partire dallo scorso autunno fino al primo trimestre del 2021, la prolungata incertezza ha pesato notevolmente e molti soggetti predisposti hanno cominciato a sviluppare disturbi nella sfera alimentare, dando luogo a un incremento che non accenna a diminuire. Proprio in questi giorni abbiamo registrato un aumento considerevole degli accessi al pronto soccorso e siamo stati costretti a chiedere la collaborazione di altri reparti per ricoverare i pazienti".

Intercettare precocemente il problema è la prima arma per rendere efficace il trattamento. "Esistono segnali più subdoli, ancor prima della perdita di peso, che i genitori non dovrebbero sottovalutare – conclude Cordelli –. Se il bambino o l’adolescente si isola, cominciando a rifiutare la tavola come momento conviviale della famiglia e tende a consumare i pasti da solo, è opportuno indagare e confrontarsi subito con il pediatra o uno specialista".