Matteo Massi eravamo dimenticati di una spassosa canzoncina di Nino Rota. Ce la rammentò Nanni Moretti in Mia madre. Faceva più meno così, 59 anni fa, ne Le tentazioni del signor Antonio, episodio firmato da Federico Fellini in Boccaccio ’70: "Bevete più latte, il latte fa bene". E c’era lei Anita Ekberg...

Matteo

Massi

eravamo dimenticati di una spassosa canzoncina di Nino Rota. Ce la rammentò Nanni Moretti in Mia madre. Faceva più meno così, 59 anni fa, ne Le tentazioni del signor Antonio, episodio firmato da Federico Fellini in Boccaccio ’70: "Bevete più latte, il latte fa bene". E c’era lei Anita Ekberg che riempiva lo schermo, la musa di Fellini e che mercoledì avrebbe festeggiato 90 anni. Al di là del fatto che una scenaréclame del genere oggi rischierebbe di incorrere nella scure del politicamente corretto, viene anche da chiedersi che succederebbe se una bellezza del nostro tempo si azzardasse a dire che il latte fa bene. Quale latte? Domanderebbe subito qualcuno. Quello senza lattosio o quello di soia?

La bellezza della Ekberg, così naturale come quando immersa dalla fontana di Trevi chiama "Marcello come here", non aveva bisogno proprio per la sua naturalezza di rispettare diete draconiane, di tremare per qualche chilo preso. Di intervenire su un corpo già bello in partenza, giunonico (e senza filtri Instagram). E che poteva gridare a quell’Italia del boom, che sì il latte fa bene e che un bicchiere appena alzati, per grandi e piccini resta la colazione migliore. L’altro giorno Camillo Langone su Il Foglio in un memorabile elogio al latte intero, diceva che "le masse credono che il grasso ingrassi. Mentre è l’esatto contrario perché lo scremato è squilibrato, scarseggia di vitamine e fa partire subito l’insulina". Anita non aveva di questi problemi o meglio se ne fregava. E sta qui la sua grande bellezza. Anche post mortem.