31 mar 2022

Angoscia per Bruce Willis: ha l’afasia "Danni al cervello, addio cinema"

L’annuncio social della moglie e della ex Demi Moore: "Non riesce a parlare, leggere e capire". L’ipotesi dell’ictus

riccardo jannello
Cronaca

La carriera di Bruce Willis è finita. Dopo i primi allarmi per la perdita di memoria che l’aveva colpito di recente mentre provava una commedia a Broadway, è arrivata la terribile diagnosi che ha portato alla resa definitiva: l’attore americano – 67 anni, nato in Germania dove il padre era militare in una base Usa – soffre di afasia. Una malattia che non lascia scampo, "l’incapacità – questa la sua definizione – di esprimersi mediante la parola o la scrittura o di comprendere il significato delle parole dette o scritte da altri, dovuta ad alterazione dei centri e delle vie nervose superiori". Proprio questi problemi hanno portato alla decisione inevitabile, annunciata sui social da un post firmato dalla figlia Rumer e condiviso da tutta la famiglia, compresa l’ex moglie Demi Moore: "Il nostro amato Bruce ha avuto alcuni problemi di salute e recentemente gli è stata diagnosticata l’afasia, che ha un impatto sulle sue capacità cognitive. Pertanto, e dopo un’attenta considerazione, Bruce si dimette da questa carriera che significava così tanto per lui". Non si hanno notizie delle cause che hanno scatenato l’acuirsi della malattia, che possono essere diverse – traumi, ictus, tumori, malattia degenerativa, fra l’altro. La nota sottolinea fortemente che "affrontiamo tutto questo con la forza di una famiglia unita", specificando che Bruce è sereno e ha accolto la notizia pronunciando la sua frase preferita: vivi la vita. "Puntiamo a fare questo", termina il post. Il percorso di cura che aspetta ora Willis è la riabilitazione logopedica: una terapia lunga e che non si sa che risultati possa avere. Tutto dipende da che punto la malattia è stata scoperta. Il recupero completo del linguaggio è un evento purtroppo raro, dicono gli esperti, a meno che non si tratti di un danno cerebrale lieve. E la progressività della malattia ...

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