Angela Stefani (sx), scomparsa il 5 febbraio e l'ex compagno Vincenzo Caradonna (Ansa)
Angela Stefani (sx), scomparsa il 5 febbraio e l'ex compagno Vincenzo Caradonna (Ansa)

Trapani, 23 ottobre 2019 - C'è una svolta nelle indagini su Angela Stefani, la donna di 48 anni scomparsa il 5 febbraio scorso a Salemi (Trapani) e originaria del Bolognese. I carabinieri hanno arrestato l'ex compagno Vincenzo Caradonna, di 47 anni, con l'accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere e detenzione di ordigni esplosivi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica, sulla base delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo e dai militari del Ris che avevano trovate tracce di sangue nell'abitazione della donna.

La donna, madre di due figli avuti da una precedente relazione era scomparsa da tempo e la circostanza aveva indotto l'ex compagno, all'inizio del mese di febbraio, a denunciarne la scomparsa alla stazione carabinieri di Salemi, piccolo centro urbano della provincia trapanese, dal quale sono poi immediatamente partite le ricerche della donna. La macchina delle ricerche aveva interessato vaste aree urbane e rurali, compresi laghi, fiumi e pozzi della campagna salemitana e dei comuni limitrofi. I carabinieri si sono avvalsi dei cani molecolari addestrati nella ricerca di persone scomparse, del supporto aereo degli elicotteri dell'Arma, dell'intervento di squadre specializzate dei vigili del fuoco di Trapani con cui sono stati ispezionati oltre venti pozzi di volta in volta segnalati e ritenuti di interesse per il ritrovamento del corpo. 

I carabinieri del Ris di Messina e della compagnia di Mazara del Vallo - su disposizione della Procura di Marsala, diretta dal procuratore capo Vincenzo Pantaleo - hanno effettuato sopralluoghi nei luoghi frequentati dalla donna, tra i quali le abitazioni di via Verga e di contrada baronia nelle quali la donna aveva vissuto insieme a Caradonna. Entrambi gli immobili furono sequestrati per consentire al personale specializzato di effettuare gli accertamenti tecnico-scientifici.  

Durante le indagini sono state ascoltate dalla procura e dai carabinieri numerose persone che hanno permesso di riscostruire le ultime ore di vita della donna e che avrebbero messo in evidenza la personalità violenta di Caradonna. Massiccia l'attività tecnica mediante ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche, e sistemi di video-sorveglianza. I Ris si sono avvalsi delle più moderne tecniche di repertamento delle tracce ematiche. In particolare, all'interno di un immobile in cui Caradonna viveva con la donna scomparsa, è emerso un grossolano tentativo di bonificare l'ambiente del soggiorno, essendo state ripulite alcune zone in cui probabilmente si è verificato l'omicidio. I Ris sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'evento delittuoso, i punti di impatto che hanno originato le macchie di sangue della vittima rinvenute e le loro traiettorie. Secondo quanto ricostruito, si sarebbe consumata un'aggressione violenta, a seguito della quale la donna avrebbe riportato delle gravi ferite con perdita di sangue. Sarebbero almeno sei i colpi inferti alla vittima. A Caradonna viene contestata la detenzione di ordigni esplosivi artigianali costruiti da lui stesso e rinvenuti dai carabinieri della stazione di Salemi nella sua abitazione al momento della perquisizione della casa nei momenti successivi alla denuncia di scomparsa. L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto nella casa circondariale di Trapani.