Stefano

Cecchi

on sono più i preti di una volta!", "Nel senso che ora sono troppo attratti dalle donne?". "No, nel senso che ora hanno la mania di dire la verità". La battuta gira in questi giorni a Città di Castello ma si sbaglierebbe a mettere la cosa sul piano dell’humor. Perché la vicenda di don David e don Samuele, parroco e vice che si sono innamorati di due donne e hanno chiesto al Papa la dispensa, è materia che tocca la disciplina della religione oggi. Da sempre abbiamo infatti pensato che la purezza fosse l’unica chiave per consentire ai preti "di avere un cuore di acciaio per la castità e un cuore di carne per la carità". Ma forse da sempre chiediamo un po’ troppo a uomini che, come noi, sono attraversati da sentimenti e debolezze, da pulsioni e emozioni. Ed è un bene: perché se non fossero anche loro di carne, come potrebbero capire la nostra di carne? Così io non so se finirà come sosteneva Lucio Dalla, ovvero che a una certa età i preti potranno sposarsi, ma a me pare che la predicazione più efficace di chiunque, e dunque anche dei sacerdoti, sia la propria vita. "Un buon prete non ha nulla da dirmi: io lo guardo e ciò mi basta", annotava Mauriac. Ecco, io credo che un buon parroco che abbia accanto una donna niente tolga alla forza dell’esempio né alla predicazione di Dio. Quel Dio, ne sono certo, che è ancora fortissimo dentro i cuori di don David e don Samuele e non capisce perché debba essere confinato solo lì.