27 apr 2022

Anche ad Harvard c’erano gli schiavi Lo storico ateneo fa mea culpa e offre 100 milioni come risarcimento

Tomiko Brown-Nagin, 52 anni, è la preside dell’Harvard Radcliffe Institute
Tomiko Brown-Nagin, 52 anni, è la preside dell’Harvard Radcliffe Institute
Tomiko Brown-Nagin, 52 anni, è la preside dell’Harvard Radcliffe Institute

Per la prima volta nella sua lunga storia, Harvard fa mea culpa per la schiavitù: la più antica "torre d’avorio" d’America si è cosparsa il capo di cenere perché tra i suoi leader, professori e funzionari ci furono proprietari di schiavi tra XVII-XVIII secolo. L’ateneo ha pubblicato un rapporto da cui emergono stretti legami con la ricchezza generata dal lavoro di schiavi e il suo ruolo importante nella lunga storia del razzismo in America. L’ateneo, fondato nel 1636, si è impegnato a spendere cento milioni di dollari per riparare alle ingiustizie che macchiano il suo passato unendosi ad altre università (Brown, Georgetown e il Seminario Teologico di Princeton) che oltre a scusarsi hanno messo a disposizioni fondi per fare ammenda.

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