Un manifestante dei Cobas a Milano contro il certificato verde
Un manifestante dei Cobas a Milano contro il certificato verde
Doveva essere un classico sciopero generale contro il governo e per il lavoro, ma alla fine è diventata una protesta generale contro il Green pass, che tra tre giorni diventa obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati. Dopo gli scontri di sabato sera a Roma e Milano, ieri nuove manifestazioni e cortei hanno invaso le strade e le piazze di tutta Italia. La rabbia domina ovunque:...

Doveva essere un classico sciopero generale contro il governo e per il lavoro, ma alla fine è diventata una protesta generale contro il Green pass, che tra tre giorni diventa obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati. Dopo gli scontri di sabato sera a Roma e Milano, ieri nuove manifestazioni e cortei hanno invaso le strade e le piazze di tutta Italia. La rabbia domina ovunque: nel Piacentino circa 1000 lavoratori aderenti al sindacato Si Cobas hanno bloccato il magazzino di Amazon a Castel San Giovanni. A Roma disagi per i trasporti e traffico in tilt nelle strade. A Trieste oltre 10mila persone hanno sfilato per le vie del centro con striscioni e bandiere. A Torino sono state lanciate uova e vernice sul municipio, e un cartonato del premier Mario Draghi è stato dato alle fiamme in strada.

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Tutto condito da tanti striscioni e cartelli con la scritta: "No al Green pass" e da cori contro il governo e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ma non solo, perché la protesta si è allargata anche contro gli industriali: a Genova il corteo dei portuali e delle sigle dei sindacati di base è arrivato sotto la sede di Confindustria Genova, dove i manifestanti hanno dato vita a una protesta con fumogeni e petardi.

E non solo i sindacati sono scesi in strada in protesta contro le decisioni del governo e del premier Mario Draghi. Tante le bandiere di Rifondazione Comunista, di Potere al Popolo, e di altri partiti di sinistra. E anche gli studenti si sono scatenati nei cortei: a Torino, dove gli studenti hanno dato alle fiamme la gigantografia del premier Mario Draghi davanti alla sede del Miur, gli stessi ragazzi hanno gridato: "Ci avete abbandonati e ci avrete nelle piazze ancora più arrabbiati". La rabbia che monta nel Paese è tanta, e non è solo quella delle violenze di destra.