Amsterdam, 21 gennaio 2021 - "Basta con i turisti che vengono per la droga", annuncia la sindaca di Amsterdam, la verde Femke Haselma. "Non vogliamo diventare come Venezia, soffocati da turisti mordi e fuggi, che vogliono solo comprare marijuana o hashisch". La proposta della sindaca viene appoggiata dalla polizia e dalla magistratura. Dopo il divieto per il turismo di massa nel quartiere a luci rosse, Amsterdam non sarà più "la capitale europea del peccato?". I coffee shop non verranno chiusi, ma potranno essere frequentati solo dai residenti. Femke Haselma, 54 anni, eletta nel luglio di due anni fa, è...

Amsterdam, 21 gennaio 2021 - "Basta con i turisti che vengono per la droga", annuncia la sindaca di Amsterdam, la verde Femke Haselma. "Non vogliamo diventare come Venezia, soffocati da turisti mordi e fuggi, che vogliono solo comprare marijuana o hashisch". La proposta della sindaca viene appoggiata dalla polizia e dalla magistratura. Dopo il divieto per il turismo di massa nel quartiere a luci rosse, Amsterdam non sarà più "la capitale europea del peccato?".

I coffee shop non verranno chiusi, ma potranno essere frequentati solo dai residenti. Femke Haselma, 54 anni, eletta nel luglio di due anni fa, è sicura di riuscire a far approvare la legge entro il 2022, anche se un´analoga iniziativa fu bocciata dieci anni fa: "Il mercato della droga attira criminali e spacciatori da tutta Europa".

"E´una proposta morale e poco concreta" ribatte Joachim Helms, portavoce dei locali dove si vende liberamente droga e marijuana.

"Nei nostri locali – sostiene – si può fumare senza correre rischi, al sicuro. La vendita è controllata. Con il divieto non si farà che favorire lo spaccio illegale".

Se sarà vietato l´ingresso ai turisti, pochi locali riusciranno a sopravvivere. Il primo coffee shop fu aperto cinquant´anni fa, nel 1970. Amsterdam divenne il paradiso per i giovani, le droghe leggere erano legali, si poteva fumare senza alcun rischio. L´ingresso era vietato ai minori di 18 anni. Ma già negli ultimi anni, nonostante l´allarme del sindaco, il settore accusava una crisi strisciante: i coffee shop erano 283 vent´anni fa, oggi sono 166, il trenta per cento dei locali del fumo in tutto il paese. Secondo la polizia, sono diminuiti i clienti olandesi in confronto ai turisti stranieri.

Dalla vicina Germania e dal Belgio, arrivano migliaia di clienti in auto, che si fermano solo il tempo di acquistare dorga e ripartono, senza spendere neppure un euro in alberghi o ristoranti, non fanno nemmeno il pieno di benzina. Nel 2019, prima dell´epidemia, a Amsterdam sono arrivati dieci milioni di turisti. Anche durante il lockdown, i cofee shop sono rimasti aperti. Ma probabilmente i turisti sono molti di più, forse quasi venti milioni, perché quelli che si fermano poche ore non vengono calcolati.

Secondo un sondaggio, il 57 per cento dei curiosi stranieri che si aggiravano per il quartiere a luci rosse, sarebbe venuto solo per la marijuana. Il fumo prima del sesso.

Ma dal primo gennaio del 2019, il quartiere delle donne in vetrina è stato chiuso al turismo organizzato. Basta con i gruppi di visitatori che si aggirano come in un zoo e guardare le ragazze in vetrina. Nelle vie a luci rosse intorno alla Oude Kerk, la vecchia chiesa, l´edificio più antico della cittá, ogni week end, e in estate ogni giorno, si accalcavano i guardoni. Fino a mille gruppi nel fine settimana, e il record per la Ouedekerksplein, la piazza al centro del quartiere, è stato di 48 gruppi in un´ora. "Non pensiamo di vietare la prostituzione, non sia mai", assicura la signora Femke. "Abbiamo voluto tutelare le lavoratrici del sesso. I curiosi allontanavano i veri clienti".