Ammazzata nell’attico. Il corpo dell’ereditiera era avvolto dalle coperte. Fermato il figlio: "È omicidio"

Fiorenza Rancilio, 73 anni, trovata con una grossa ferita alla testa. Si cerca l’arma, forse usata una scultura . Il 35enne, affetto da disturbi psichici, piantonato in ospedale. La madre diceva ai vicini: mi preoccupa.

Il corpo senza vita, avvolto in coperte e asciugamani, era sul pavimento di uno dei salotti della dimora a più livelli nell’attico di via Crocefisso 6 in pieno centro a Milano. Uccisa Fiorenza Rancilio, di 73 anni, ereditiera di una ricca famiglia di immobiliaristi italo francesi: la donna aveva una profonda ferita alla testa causata da un oggetto pesante, non ancora individuato. In una stanza vicina c’era suo figlio, Guido Augusto Pozzobolini Gobbi Rancilio che compirà 36 anni il prossimo 27 dicembre, affetto da disturbi psichiatrici. All’arrivo dei carabinieri ha farfugliato delle frasi senza essere in grado di spiegare nulla e poi è stato accompagnato al Policlinico in stato di choc. In base a quanto riscontrato al momento, aveva assunto psicofarmaci. A mezzanotte, per lui, è scattato lo stato di fermo: è accusato di omicidio volontario.

La morte dell’anziana, stando ai rilievi del medico legale, risale a ieri mattina. Il primo sospetto che le fosse successo qualcosa è scattato quando la domestica che doveva entrare in casa per le pulizie, "un’abitazione da mille e una notte, con più alloggi comunicanti e a diversi livelli", così viene descritta da chi ne ha varcato la soglia, non è riuscita ad aprire la porta. A quel punto è andata a chiedere aiuto ai dipendenti delle società immobiliari gestite da Rancilio, che si trovano sempre in via Crocefisso 6 (le targhe all’ingresso riportano Palladium Group, Omnium servizi immobiliari). La 73enne, che teneva le redini delle attività, si presentava sempre in ufficio alle 9.30. Ieri no. Ed è partita la seconda mobilitazione e la richiesta di aiuto anche al custode. La porta dell’attico era chiusa, nessuno rispondeva. Quindi sono intervenuti un familiare e un conoscente che sono riusciti a entrare nell’appartamento in tarda mattinata. Il corpo senza vita, vestito, era disteso sul pavimento del salone. Da qui la chiamata al 118 e alle forze dell’ordine. Evidente, una profonda ferita alla testa. Non è chiaro se il colpo mortale sia stato inferto mentre la donna si trovava già a terra, magari stordita in precedenza. Coperte e asciugamani potrebbero essere state aggiunte forse per tamponare il sangue. La dimora è stata sequestrata. Passati in rassegna dai carabinieri del comando provinciale di Milano, coordinati dalla pm Ilaria Perinu, tutti gli oggetti che potrebbero essere compatibili con la ferita. Sculture, ipotizziamo, o elementi d’arredo pesanti. Nessun oggetto però era sporco di sangue e il sospetto è che possa essere stato pulito in un momento successivo. I militari stanno raccogliendo tutti gli elementi trovati nell’appartamento. In serata, il figlio della donna era piantonato nel reparto di Psichiatria, poi è scattato il fermo nei confronti del 35enne, nato a Lugano il 27 dicembre del 1987 e che in passato avrebbe già manifestato disturbi di tipo psichiatrico. "La signora Rancilio aveva manifestato timori. Il figlio la preoccupava", dice un conoscente. I due occupavano appartamenti diversi, ognuno era autonomo. Nel quartiere, la signora Rancilio era molto conosciuta anche dai commercianti. "Una donna perbene, gentile – la ricorda una di loro –. Ho perso un’amica".