Amedeo di Savoia (Ansa)
Amedeo di Savoia (Ansa)

Roma, 1 giugno 2021 - È morto Amedeo di Savoia, il duca di Aosta si è spento oggi a 78 anni nell'ospedale di Arezzo, dove aveva subito un intervento chrurgico. Il decorso clinico del duca era stato giudicato buono dai medici dell'ospedale tant'è che era già stata programmata la sua dimissione, ma la notte scorsa il decesso per arresto cardiaco. La notizia della morte del principe è stata diffusa tramite un comunicato dei famigliari. "La Real Casa di Savoia annuncia: questa mattina si è spento, in Arezzo, S.A.R. il Principe Amedeo, Duca di Savoia e Duca d'Aosta". 

Chi era il duca Amedeo di Savoia

Nato a Firenze il 27 settembre 1943, Amedeo di Savoia-Aosta era l'unico figlio di Irene di Grecia e di Aimone di Savoia, quarto duca d'Aosta re di Croazia. La caduta di alcune bombe alleate nei pressi di Firenze, a Villa Cisterna, la residenza fiorentina di Aimone di Savoia e di sua moglie Irene, provocò il parto anticipato del futuro protagonista del ramo cadetto Savoia-Aosta, che avvenne in una stanza al piano terra considerata al riparo dai bombardamenti. Amedeo ha poi rivelato che, al momento della nascita, la madre gli fece prendere le impronte digitali dal questore di Firenze per timore che venisse rapito.

Il 26 luglio 1944 su ordine di Heinrich Himmler, i nazisti deportarono il piccolo Amedeo nel campo di concentramento austriaco di Hirschegg, vicino Graz, insieme alla madre Irene di Grecia e alle due cugine Margherita e Maria Cristina. Dopo la liberazione dal campo di concentramento di Hirschegg, avvenuta nel maggio 1945, Amedeo visse per alcune settimane in Svizzera, prima di rientrare in Italia dove conobbe per la prima volta il padre e la nonna paterna Elena d'Orléans. In Italia, Irene e Amedeo si stabilirono a Fiesole, vicino a Firenze. Nel 1948 morì a Buenos Aires colpito da un infarto Aimone di Savoia, padre di Amedeo, e quest'ultimo assunse il titolo ducale come capo della casa Savoia-Aosta

In seguito presta servizio militare in Marina come ufficiale di complemento di esercitazioni nell'Atlantico e nel Mediterraneo e rappresenta Umberto II, esiliato in Portogallo, in manifestazioni in tutta Italia. Nel frattempo si laureò in scienze politiche all'Università di Firenze. Il 14 maggio 1962 Amedeo fu uno dei principi scelti per sostenere le corone sulla testa degli sposi durante la cerimonia del matrimonio di Juan Carlos di Spagna, suo cugino di secondo grado e Donna Sofia, sua cugina di primo grado. Dagli anni '70 Amedeo si è dedicato all'attviità di imprenditore agricolo, dirigendo la tenuta del Borro, nel comune di Loro Ciuffenna (Arezzo), di recente ceduta alla famiglia fiorentina dei Ferragamo. Si è tenuto sempre lontano dalla politica, mantendendo una posizione super partes, nonostante gli inviti prima del PSDI e poi del Polo delle Libertà negli anni '90. Preferì invece rappresentare le imprese italiane all'estero, e in particolare la sua azienda agricola "Vini Savoia-Aosta" e le bellezze del terriotorio italiano. Tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni '2000 viene nominato presidente della Fondazione Internazionale "Pro Herbario Mediterraneo" e del comitato di gestione permanente della Riserva Naturale Statale Isola di Vivara.

Secondo la tradizione degli Aosta, Amedeo ha sposato nel 1964  una principessa francese, Claudia d'Orléans figlia di Enrico d'Orléans, conte di Parigi e pretendente al trono di Francia. Testimoni dello sposo furono Juan Carlos di Spagna e Umberto II d'Italia.  Il 30 marzo 1987, Amedeo ha sposato in seconde nozze, a Bagheria (Palermo), Silvia Paternò Ventimiglia di Spedalotto. Dal primo matrimonio con Claudia d'Orléans sono nati i figli Bianca, Mafalda e Aimone. Amedeo ha avuto anche una figlia naturale da una relazione con Kyara van Ellinkhuizen.

La disputa dinastica

Amedeo è stato protagonista nell'ultimo ventennio anche di un disputa dinastica. Nel settembre 2006 Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia depositarono all'ufficio brevetti dell'Unione europea la richiesta di registrazione dello stemma di "principe ereditario d'Italia" come logo aziendale, insieme ad altri simboli del patrimonio araldico di Casa Savoia. L'azione era volta ad impedirne l'uso ad Amedeo e Aimone di Savoia, cui era stato ingiunto di utilizzare il cognome per esteso, cioè Savoia-Aosta. Nella primavera del 2008 Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto citarono in giudizio Amedeo ed Aimone per il fatto che si firmavano con il solo cognome di Savoia e non di Savoia-Aosta, configurando l'ipotesi di uso illecito di cognome. Nel febbraio 2010 il Tribunale di Arezzo ha condannato Amedeo e Aimone di Savoia per l'uso del cognome di Savoia e al pagamento del risarcimento dei danni arrecati pari a un totale di 200.000 euro. Amedeo però, che fin dalla nascita ha usato liberamente il cognome di Savoia o di Savoia-Aosta, ha presentato ricorso in appello vincendolo nel gennaio del 2018.