Nel giorno in cui la Limbiate ha dato l’ultimo saluto all’ambasciatore Luca Attanasio (nella foto il feretro coperto dal tricolore), la verità sulla sua morte sembra nascondersi dietro una coltre sempre più fitta di affermazioni contraddittorie, di smentite, di rimpalli di responsabilità. Il governo di Kinshasa – in teoria il primo responsabile della sicurezza del corpo diplomatico straniero sul proprio territorio – si era invece chiamato subito fuori, sostenendo di non avere mai saputo del viaggio a Goma dell’ambasciatore e quindi di non avere potuto attivare la protezione dei servizi e delle autorità locali. Affermazioni smentite da un documento dell’ambasciata italiana a Kinshasa: già il 15 febbraio, pochi giorni prima della partenza, il ministero degli Esteri congolese era stato informato dell’imminente viaggio di Attanasio e compagni nella regione di Goma. Ma c’è un giallo: secondo un contro-documento stilato oggi dallo stesso ministero lo stesso 15 febbraio Attanasio avrebbe "comunicato a voce" al capo del protocollo congolese l’intenzione di non partire più per Goma.