Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, "costruttori della fraternità tra popoli", "sono stati strappati a questo mondo dagli artigli di una violenza stupida e feroce che non porterà nessun giovamento, solo dolore. Dal male viene solo altro male". Così il vicario del Papa, cardinale Angelo De Donatis, nell’omelia pronunciata ai funerali di Stato per le vittime dell’agguato di lunedì scorso nella foresta di Virunga, in Congo. Nella basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri, in prima fila davanti alle bare avvolte dal Tricolore e trasportate dai Carabinieri del 13 ° reggimento ‘Friuli Venezia Giulia’(da dove proveniva Iacovacci), la moglie dell’ambasciatore, Zakia Seddiki, in vestito nero e grandi occhiali scuri a coprire il viso segnato dal dolore, con le piccole figlie che cresceranno senza padre; tra i banchi anche Domenica, fidanzata del carabiniere (si sarebbero dovuti sposare a giugno), i suoi genitori Marcello e Angela, il fratello Dario (anche lui militare in missione, ma della Marina) e la sorella Alessia, che sono volati in Congo per riportare in Italia la bara di Vittorio.