Mirco Ronzani e Arianna Gottardo (Archivio)
Mirco Ronzani e Arianna Gottardo (Archivio)

Vicenza, 20 febbraio 2018 - Il prezzo del dolore non conosce carte bollate, nel senso che non riguarda solo gli eredi in linea diretta del caro estinto. Almeno secondo il giudice del Tribunale di Vicenza che, in una causa per omicidio stradale, ha riconosciuto il diritto al rimborso delle spese legali e ammesso al risarcimento danni in separata sede non solo la moglie della vittima, ma anche l’amante. In aula, infatti, si erano presentate entrambe, chiedendo un indennizzo (rispettivamente di 800mila e 200mila euro) all’assicurazione dell’automobilista responsabile dell’incidente.

Il 10 ottobre 2016 a Sarcedo, in provincia di Vicenza, Mirco Ronzani, 39 anni, di Lugo Vicentino, che stava attraversando la strada insieme all’amica Arianna Gottardo, venne investito da una donna al volante. Morì 18 giorni dopo per i gravi traumi riportati. Per il tragico incidente, lo scorso 16 febbraio l’automobilista ha patteggiato davanti al giudice la condanna ad un anno di reclusione, beneficiando della sospensione della pena, ma dovrà anche rimborsare le spese legali alle parti civili che si erano costituite in giudizio. E qui sta la particolarità della vicenda: oltre alla legittima moglie del defunto, seduta accanto al proprio avvocato c’era anche l’amante, la stessa donna che era insieme alla vittima al momento dello schianto fatale.

Al processo la richiesta della moglie è stata subito ammessa, mentre quella di Arianna Gottardo ha scatenato un acceso dibattito. L’avvocato della vedova aveva chiesto che venisse respinta, perché non risultava da nessuna parte che la donna avesse una relazione stabile con Mirco Ronzani, che non era separato legalmente. Secondo l’avvocato della Gottardo, invece, i due erano fidanzati ormai da 7 mesi, come risultava anche dai tabulati telefonici e dalle memorie dei pc, avevano progettato di comprare casa, aprire un’attività insieme e iniziare a convivere, in vista del matrimonio. Dopo la camera di consiglio, nella stessa sentenza di condanna dell’automobilista investitrice il Tribunale ha stabilito l’obbligo per l’imputata a pagare le spese legali sia della moglie che dell’"amica intima" di Mirco Ronzani. Una decisione fondamentale che permette ora alla donna di chiedere il risarcimento reclamato all’assicurazione della condannata.

Una sentenza come questa, che va oltre l’impostazione della stessa legge sulle unioni civili non poteva che innescare il contrappunto dei social, a poche ore dal 'lancio' della notizia sulla stampa locale. "Magari quel giudice ha deciso così proprio per creare un precedente.....non si sa mai !", commentava un utente del web più riflessivo sul rapporto tra giustizia e società. "E perché non risarcire anche la mamma, la nonna e la vicina di casa?", si chiedeva un altro con fin troppo facile ironia. "Fossi la moglie farei causa all’amante. Pretesto? tra moglie e marito non mettere il dito. era tutto in divenire, chissà se era tutto vero", buttava lì un altro ancora.