BOLZANO

In Alto Adige il caso di una bambina no mask è sbocciato in un vero e proprio braccio di ferro tra genitori con tanto di esposti ‘incrociati’. All’origine del caso c’è il ricorso contro l’uso della mascherina presentato al Tar del Lazio dai genitori di una bambina che frequenta una scuola elementare in Provincia di Bolzano. Il primo marzo il presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato Franco Frattini ha sospeso, con un decreto monocratico, l’obbligo per una bambina di indossare la mascherina, motivandolo con difficoltà respiratorie. Ma i genitori dei compagni si sono mobilitati. La classe è stata trasferita nella palestra, per garantire il distanziamento, ma si è trattato solo di una soluzione provvisoria perché lo spazio serve anche ad altri. La dirigenza scolastica ha ipotizzato aloora dei pannelli di plexiglass sul banco della bimba no mask, ma la madre lo ha impedito immediatamente con una diffida. Alcuni genitori, in questi giorni, hanno tenuto i figli a casa per protesta. Oggi il Consiglio di Stato è chiamato ad esprimersi in sede collegiale sul provvedimento monocratico del presidente Frattini.