25 mar 2022

Altro test di Kim Il missile lanciato può colpire gli Usa

Drammatica escalation se Mosca usasse ordigni vietati. Gli 007 di Kiev: i russi puntano ai serbatoi di ammoniaca

di Alessandro Farruggia

La guerra decisamente non va come Mosca aveva preventivato. Si combatte, ma i fronti sono quasi congelati e ieri Mosca ha perso nel porto ucraino di Berdyansk una unità navale importante, la Orsk, nave da sbarco di classe Alligator, colpita e incendiata da missili ucraini. Un duro colpo.

RISCHIO ARMI CHIMICHE

Anche per questo non è escluso un utilizzo da parte della Russia di armi chimiche e forse anche nucleari nella guerra in Ucraina. Ieri dall’Alleanza è venuto un chiaro altolà: nel caso succedesse, la Nato risponderà. A dirlo è stato il presidente Joe Biden. "Un attacco con armi chimiche russe in Ucraina è una minaccia credibile" aveva detto mercoledì il presidente americano. Ieri ha fatto un passo ulteriore. "Risponderemo all’uso di armi chimiche da parte di Mosca – ha detto nella conferenza stampa dopo i vertici Nato e G7 – la Nato risponderà. Se ci saranno attacchi chimici risponderemo e la natura della risposta dipenderà dalla natura dell’attacco. Decideremo in tempo reale".

OCCIDENTE PREOCCUPATO

"La minaccia dell’uso su vasta scala da parte della Russia di armi chimiche sul territorio dell’Ucraina è reale" ha affermato ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al G7. E nella Nato ne sono consapevoli. "Siamo preoccupati sul possibile uso di armi chimiche della Russia – ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg – perché vediamo che sta cercando di creare una sorta di pretesto accusando l’Ucraina, gli Usa e la Nato prepararsi ad usare armi chimiche e biologiche e abbiamo visto che questo un modo di accusare gli altri è una via per creare un pretesto per fare lo stesso loro stessi".

ACCUSE RECIPROCHE

Secondo ucraini e Nato l’eventuale attacco avverrebbe non in maniera diretta – la Russia ha comunicato nel 2017 di avere distrutto il suo stock di armi chimiche – ma con un incidente false flag. "Secondo informazioni di intelligence – hanno denuncia+la convenzione contro le armi chimiche (Opcw) – la Federazione Russa vuole lanciare un massiccio attacco chimico nel territorio dell’Ucraina, nella capitale Kiev e nella area di Donetsk usando serbatoi di ammoniaca e prodotti chimici che attaccano il sistema nevoso centrale, e poi pianifica di accusare i militari ucraini di questo attacco". I russi ovviamente negano ma in una lettera al segretariato della convenzione inviata il 10 marzo, accusano gli ucraini proprio di questo. "Gruppi radicali ucraini sotto il controllo dei servizi americani – scrive la rappresentanza permanente russa preso la Convenzione – hanno preparato vari scenari di uso di prodotti chimici per creare delle provocazioni delle quali accusare la Russia. Uno è far saltare una cisterna di ammoniaca alla azienda privata Azot di Severodonetsk o nell’impianto della OPZ di Odessa. Un altro scenario è distruggere dei container con prodotti chimici tossici in aree densamente popolate". "Gli ucraini – accusano i russi nel documento – non rinunciano all’idea e nella notte del 9 marzo dei nazionalisti ucraini hanno portato nell’insediamento di Zolochiv, a nordovest di Kharkiv, 80 tonnellate di ammoniaca". Suona come una scusa per un attacco preventivo russo.

GLI UCRAINI

NON ARRETRANO

Sul campo gli ucraini – che mercoledì erano avanzati sia a nord est (Irpin) che a ovest (Lukianka e Velyka Dymerca) di Kiev hanno ripreso il villaggio di Malinivka nella regione di Zhaporizya ma sono ancora sotto forte attacco a Izum, definita “la porta del Donbass“, dove i russi tentano di circoldare la città avanzando più a sud, nel villaggio di Kamenca. Continua l’assedio a Mariupol, ma senza significative avanzate. Niente segnali di tregua.

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