Una concessione così velenosamente ampia da trasformarsi in punizione, ovvero in altri due mesi abbondanti di carcere: la tanto attesa seconda udienza del processo a carico di Patrick Zaki ha prodotto un nuovo aggiornamento, stavolta al 7 dicembre, per consentire agli avvocati di studiare gli atti in un lasso di tempo che appare però abnormemente lungo. A deciderlo è stato il giudice monocratico della seconda Corte della Sicurezza dello Stato per i reati minori di Mansura, la città natale di Patrick sul delta del Nilo, nel processo che vede lo studente egiziano dell’Università di Bologna sotto accusa per "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese" attraverso articoli giornalistici. L’udienza, escludendo l’ora di camera di consiglio, è durata appena due minuti d’orologio, ancor meno della prima che si era protratta per sei minuti. La sua legale principale, Hoda Nasrallah, ha chiesto di avere accesso agli atti non solo leggendoli in Procura ma anche potendoli consultare in copia assieme ai cinque colleghi che difendono Patrick.