I vigili del fuoco nell’azienda di Cuneo dove due operai sono morti dopo essere caduti in una cisterna
I vigili del fuoco nell’azienda di Cuneo dove due operai sono morti dopo essere caduti in una cisterna
di Francesco Donadoni La strage sul lavoro sembra non avere fine. Altre cinque le vittime di infortuni mortali. Un autista è stato schiacciato dalla merce che stava scaricando dal suo camion in un’azienda di Leffe (Bergamo), e due operai sono caduti all’interno di una cisterna che stavano bonificando in un’azienda vitivinicola in provincia di Cuneo. Bruno Bardi, autotrasportatore di 59 anni di Treviso, aveva viaggiato sino alla Plastic di Leffe, in Valle Seriana, che produce sacchetti e pellicole, per rifornirla di...

di Francesco Donadoni

La strage sul lavoro sembra non avere fine. Altre cinque le vittime di infortuni mortali. Un autista è stato schiacciato dalla merce che stava scaricando dal suo camion in un’azienda di Leffe (Bergamo), e due operai sono caduti all’interno di una cisterna che stavano bonificando in un’azienda vitivinicola in provincia di Cuneo. Bruno Bardi, autotrasportatore di 59 anni di Treviso, aveva viaggiato sino alla Plastic di Leffe, in Valle Seriana, che produce sacchetti e pellicole, per rifornirla di materia prima: due grossi imballi di plastica del peso di circa 5 quintali ciascuno. Intorno alle 7.30 nel piazzale della ditta, mentre stava scaricando il materiale, qualcosa non ha funzionato: i pesanti imballi sono caduti e lo hanno schiacciato. ll gravissimo trauma al torace e alla testa non gli ha dato scampo. L’ipotesi, al momento più accreditata, è che abbia ceduto una delle cinghie che reggevano il carico. I due operai morti nell’azienda vitivinicola Fratelli Martini di frazione San Bovo, a Cossano Belbo, si chiamavano Gianni Messa, 58enne di Pocapaglia (Cuneo) e Gerardo Lovisi, 45enne di Nizza Monferrato (Asti).

Da tempo dipendenti dell’azienda, erano impegnati nella bonifica di una cisterna e stavano utilizzando per questa operazione dell’azoto gassoso. Due lavoratori esperti che per cause in corso di accertamento – sembra per recuperare un attrezzo caduto – si sono introdotti uno dopo l’altro nella cisterna e sono svenuti a causa delle esalazioni tossiche. I tentativi di rianimare i due operai da parte dei sanitari si sono rivelati inutili.

A questi tre casi si vanno ad aggiungere altre due vittime. Non ce l’hanno fatta un agricoltore di 48 anni rimasto schiacciato dal suo trattore in Liguria, a Pieve di Teco, e un operaio 59enne ricoverato da lunedì all’ospedale di Ancona dopo una caduta nel suo stabilimento di Ascoli Piceno.

Dura la reazione dei sindacati: "Questa è una strage consapevole che ha dei responsabili - si legge in una nota della Cgil –. Da anni chiediamo inutilmente a tutti i governi che si affrontino i nodi cruciali". "Quando si tratta di contare i morti sul lavoro – aggiunge il presidente nazionale dell’Anmil, Zoello Forni – non c’è somma che smuova le coscienze e la determinazione a cambiare questa situazione da troppo tempo inaccettabile". I fatti di ieri allungano la lista nera degli ultimi giorni: il primo giugno a San Vito al Tagliamento (Pordenone) un operaio di 38 anni è deceduto per le ferite riportate in seguito a un incidente in un’azienda di lavorazione dell’alluminio. Pochi giorni prima c’erano state altre due vittime a Brescia e Torino.