Bolzano, 4 febbraio 2021 - Mentre si attendono i dati della cabina di regia per stabilire i colori delle regioni, l'Alto Adige da lunedì 8 a domenica 28 febbraio sarà in lockdown duro a seguito della preoccupante situazione legata ai contagi da Covid-19. Lo ha deciso stasera la Giunta provinciale composta da esponenti della Suedtiroler Volkspartei e Lega, proprio mentre il Cts ha dato il via libera alla riapertura delle piste da sci in zona gialla. 
In provincia di Bolzano il contagio da coronavirus è molto alto: oggi i casi comunicati relativi ai tamponi di ieri sono 747, ed è già stato registrato anche il primo caso di mutazione inglese

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Lockdown duro: le regole

Ma cosa significa lockdown duro? Chiusi i negozi, didattica a distanza nelle scuole, divieto di spostamento dai Comuni. Quindi, a partire da lunedì 8 febbraio e per le successive 3 settimane, vi saranno nuove regole che puntano principalmente a ridurre i contatti fra le persone:  un generale divieto di spostamento dal proprio Comune di residenza (se non per motivi di lavoro, di salute o di urgente necessità). Bar e ristoranti continueranno a essere chiusi, e dovranno chiudere anche le strutture ricettive dell'ambito turistico. 
Serrande abbassate anche per buona parte dei negozi, mentre aziende produttive e artigianali potranno lavorare, ma a condizione di testare regolarmente i propri collaboratori e le proprie collaboratrici. Rimane garantita l'apertura di servizi e strutture sociali e socio-sanitarie, oltre che dei servizi di assistenza alla prima infanzia. 

Restrizioni a scuola

Garantite le lezioni in presenza per le scuole materne, mentre dalla prossima settimana tutte le scuole medie e tutte le scuole superiori torneranno alla didattica a distanza per il 100% delle ore di lezione. Dad anche per le scuole elementari, ma a partire da mercoledì 10 febbraio. Dopo la settimana di vacanza prevista per il periodo di Carnevale torneranno le lezioni in presenza per scuole elementari e medie, mentre ragazze e ragazzi delle scuole superiori dovranno affidarsi alla Dad per un'ulteriore settimana. 

Contatti sociali e mascherine Ffp2

Restano valide le norme attualmente in vigore per quanto riguarda la limitazione dei contatti sociali nei luoghi pubblici e privati, comprese le abitazioni, nonché quelle riguardanti igiene e distanziamento sociale. In alcuni ambiti considerati particolarmente a rischio, sarà inoltre obbligatorio indossare la mascherina Ffp2.

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L'appello ai cittadini

La Giunta provinciale, al termine della riunione, ribadisce che è necessario l'impegno di tutti per poter riaprire le attività fra tre settimane, e fa appello al senso di responsabilità della popolazione. Il rischio di una diffusione delle nuove mutazioni del Coronavirus, infatti, necessita di particolare prudenza. "Non basta rispettare le misure e i protocolli di sicurezza nel abbattere in maniera duratura i contagi - conclude il presidente Arno Kompatscher - serve l'impegno di tutti nel seguire sempre e costantemente le regole di comportamento anche nella propria vita privata". 

Dal tutto aperto al tutto chiuso

Brusca virata in Alto Adige nella lotta alla pandemia da Covid: si è passati dal 'tutto aperto' dei primi di gennaio (via autonoma noncurante della classificazione di 'zona rossa') al 'tutto chiuso' di oggi. Una decisione inevitabile: sono proprio i Comuni più piccoli, in particolare nelle zone di montagna, i più tartassati da questa seconda ondata di coronavirus, che sta 'picchiando' forte anche causa una minore attenzione delle regole di distanziamento personale. Per dire: pochi giorni fa in un noto locale di Selva Gardena, 155 persone sono state denunciate per violazione alle norme di distanziamento anti-Covid-19. 
Le prime avvisaglie di un boom di contagi erano arrivate martedì, ma la giunta provinciale ha voluto temporeggiare e darsi qualche giorno in più per capire l'andamento della pandemia. I contagi nelle ultime settimane sono schizzati verso l'alto con almeno 600 nuovi casi al giorno e un aumento di persone in condizioni critiche ricoverate sia nei normali reparti che in terapia intensiva (circa 300 su tutto il territorio).

Confermata variante inglese

Intanto la variante inglese del Covid-19 è stata rilevata anche in Alto Adige: il primo caso è stato confermato oggi pomeriggio, a seguito dell'analisi del tampone che era stato inviato nei laboratori di Salisburgo in Austria. Come ha spiegato il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Florian Zerzer, il "paziente è originario di Lana (paese tra Bolzano e Merano, ndr) ed è già guarito".