di Lorenzo Bianchi Un altro caduto eccellente. Il generale dei Pasdaran iraniani Muslim Shahedan è stato ucciso con uno strumento tecnologicamente sofisticato, un drone, sul confine fra la Siria e l’Iraq. Tre giorni prima, a est di Teheran e in pieno giorno, un robot comandato da remoto aveva eliminato il padre dell’atomica iraniana,...

di Lorenzo Bianchi

Un altro caduto eccellente. Il generale dei Pasdaran iraniani Muslim Shahedan è stato ucciso con uno strumento tecnologicamente sofisticato, un drone, sul confine fra la Siria e l’Iraq. Tre giorni prima, a est di Teheran e in pieno giorno, un robot comandato da remoto aveva eliminato il padre dell’atomica iraniana, Mohsen Fakhrizadeh. Shahedan, un alto ufficiale dei Guardiani della rivoluzione, è stato fulminato da un velivolo senza pilota a Qaim, sul confine fra Siria e Iraq. Shahedan era il responsabile operativo dei Pasdaran iraniani schierati lungo la linea fra i due Stati, un contingente che appoggia il presidente siriano Assad.

Sulla fine di Fakhrizadeh esistono due versioni molto diverse. L’agenzia Fars sostiene che l’operazione è durata solo tre minuti e senza nessun uomo schierato sul terreno. Sul bordo della strada c’era un furgone Nissan. Sul cassone era montata una mitragliatrice automatica di grosso calibro comandata da un satellite. Fakhrizadeh viaggiava su un Suv blindato assieme alla moglie. Il veicolo era scortato da tre auto. La coppia era diretta verso la casa di parenti che abitano nei sobborghi di Teheran. Ad Absard, a est della capitale, la prima auto del convoglio si è allontanata per fare un sopralluogo. Fakhrizadeh ha sentito un colpo ed è sceso dalla vettura. In quel momento dalla Nissan sono partiti i proiettili. Tre lo hanno ferito a morte alla schiena. Subito dopo il veicolo dal quale è partito il fuoco è saltato in aria.

Un’altra agenzia, Irib, ha sostenuto che l’azione è stata condotta da un commando di dodici uomini arrivati in moto e in auto dopo l’esplosione del furgone Nissan. Tutti sarebbero riusciti a dileguarsi.