Le donne restano il bersaglio numero uno nell’Italia della pandemia: le denunce di violenze sessuali crescono in modo esponenziale nei primi sei mesi di quest’anno, con un più diciotto per cento. Le prime dieci città sono tutte al nord, tranne Enna al decimo posto: questo indice rivela, come da tradizione, che al sud è ancora più difficile denunciare un reato che vede la maggior parte di casi restare sommersi. Uno studio dell’Istat fa intuire la differenza tra emerso e sommerso: si stima che il 31,5% delle 16-70enni (6,8 milioni di donne) ha vissuto esperienze drammatiche nella vita: il 20,2% (4,3 milioni) ha subito violenza fisica, il 21% (4,5 milioni) violenze sessuali e il 5,4% (1,1 milioni) gli stupri.