Vuote sei camere su dieci. Colpa dell’incertezze che aleggia sulle festività e, di conseguenza, sul turismo. Gli operatori segnalano un forte rallentamento delle nuove richieste di servizi, soprattutto dall’estero, tanto che, ad oggi, nel periodo delle festività le strutture ricettive dovrebbero registrare un tasso di occupazione medio delle camere pari solo al 40%. È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per conto di Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.332 imprenditori della ricettività.

Complessivamente per le imprese del turismo le festività 2021-2022 saranno meno drammatiche delle precedenti, ma comunque deludenti rispetto alle attese. Secondo le stime, i pernottamenti saranno circa 14,6 milioni contro i quasi 17 milioni che si registravano prima della pandemia.

A fare la parte del leone è ancora la domanda interna (85%), mentre le presenze degli stranieri rimangono al palo, con un totale di circa 2,2 milioni di pernottamenti, concentrati soprattutto nelle città d’arte e in montagna, in particolare nelle strutture alberghiere a 4-5 stelle. In montagna, in particolare, i tassi di occupazione dovrebbero attestarsi al 60%. Il mezzogiorno invece soffre di più.