Era iniziata 32 anni fa con l’ironia di Ronald Reagan la lettera sulla scrivania dello studio ovale che ogni presidente lasciava al suo successore. Reagan l’ha lasciata a George HW Bush. Bush l’ha lasciata a Clinton. Bill Clinton a George Bush figlio e lui a Obama. Infine Obama l’ha lasciata a Donald Trump nel 2017. L’indescrivibile Trump però ha voluto rompere anche questa tradizione e Joe Biden fra poche ore sulla...

Era iniziata 32 anni fa con l’ironia di Ronald Reagan la lettera sulla scrivania dello studio ovale che ogni presidente lasciava al suo successore. Reagan l’ha lasciata a George HW Bush. Bush l’ha lasciata a Clinton. Bill Clinton a George Bush figlio e lui a Obama. Infine Obama l’ha lasciata a Donald Trump nel 2017. L’indescrivibile Trump però ha voluto rompere anche questa tradizione e Joe Biden fra poche ore sulla scrivania dello Studio Ovale troverà soltanto un disinfettante per le mani contro il Covid. Trump ha voluto sfregiare anche questo passaggio nobile. Snobbando la cerimonia d’investitura di oggi (qui l'incubo attentati) e rinunciando alla lettera, che di fatto in questi 3 decenni ha assunto un ruolo simbolico nel pacifico passaggio dei poteri e nell’alternanza delle democrazie.

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L'insediamento: perché due mesi dopo

"Non lasciarti abbattere dai tacchini", aveva scritto a mano Reagan a Bush nel 1993 allegando al foglietto presidenziale una vignetta dell’umorista Sandra Boynton che raffigurava l’arrampicata di un gruppo di tacchini sul corpo immenso di un elefante simbolo del partito repubblicano. Trent’anni dopo i tacchini sono tornati. Stanno di nuovo assalendo l’elefante di Donald Trump ma lui vorrebbe conservare solo la testa e le zanne come un trofeo di caccia.

Barack Obama 4 anni fa lasciò scritta una frase profetica che Trump deve aver dimenticato in fretta: "Noi siamo solo occupanti temporanei di questo ufficio unico. Questo ci rende guardiani di quelle istituzioni e tradizioni democratiche come lo stato di diritto, separazione dei poteri, pari protezioni e libertà civili, per le quali i nostri avi hanno combattutto e versato sangue. Sta a noi lasciare quegli strumenti della nostra democrazia almeno altrettanto forti di come li abbiamo trovati".

Andandosene dalla porta di servizio dopo un fallito golpe bianco, salutando il paese con un video di addio diffuso ieri in serata nel quale non cita mai Biden ma saluta solo la nuova amministrazione, Trump potrebbe anche perdonare in queste ultime ore tutti deputati e senatori che hanno sostenuto l’insurrezione.