Una. operatrice controlla la temperatura all’ingresso di una scuola dell’infanzia
Una. operatrice controlla la temperatura all’ingresso di una scuola dell’infanzia
di Angelo Panzeri "Il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione, quindi l’omessa presentazione del documento sulla vaccinazione non costituisce reato e l’imputata va assolta". Con questo parole il pm Pietro Bassi ha chiesto e ottenuto l’assoluzione di una giovane mamma di Lecco che aveva mandato a scuola la figlia pur non sottoponendola alle vaccinazioni obbligatorie. La signora, che aveva modificato un documento delle autorità sanitarie, scoperta era stata denunciata...

di Angelo Panzeri

"Il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione, quindi l’omessa presentazione del documento sulla vaccinazione non costituisce reato e l’imputata va assolta". Con questo parole il pm Pietro Bassi ha chiesto e ottenuto l’assoluzione di una giovane mamma di Lecco che aveva mandato a scuola la figlia pur non sottoponendola alle vaccinazioni obbligatorie.

La signora, che aveva modificato un documento delle autorità sanitarie, scoperta era stata denunciata e processata.

La legge voluta dall’allora ministro della Salute, Beatrice Lorenzin aveva introdotto dal 2017 della novità, con la possibilità per i genitori dei bimbi che all’inizio dell’anno scolastico non avessero ancora effettuato le vaccinazioni obbligatorie, di essere ammessi alla scuola dell’infanzia, presentare all’Istituto – come attestazione di idoneità – l’invito con cui l’Ats, l’autorità sanitaria locale, competente fissa la data per l’iniezione.

La mamma di Lecco aveva anche posticipato la data della vaccinazione e scoperta finì nei guai per "falsità materiale commessa da privato in atto pubblico".

"Il 29 ottobre 2018 – racconta – quando a casa si presentarono i carabinieri mi crollò il mondo addosso: in primis la figlia venne espulsa dalla scuola dell’Infanzia dalla sera al mattino e mi ritrovai indagata".

I dubbi erano legati – come è stato ricostruito ieri davanti al giudice monocratico di Lecco, Chiara Arrighi – dagli effetti del vaccino su una parente.

"Dopo la somministrazione del vaccino – ha raccontato il compagna dell’imputata – una nostra parente ha subito danni irreparabili, diventando una disabile permanente".

Il legale dell’imputata ha evidenziato che la coppia aveva sentito un pediatra e il medico di base per fugare i dubbi sulle vaccinazioni della figlia.

Il colpo di scena è arrivato dall’accusa che ha chiesto l’assoluzione della 27enne perché il fatto non costituisce reato.

"Tutti i minori – ha concluso Pietro Bassi – devono frequentare la scuola come previsto dalla Costituzione e l’omessa presentazione delle documentazione medica non costituisce reato". Il giudice Chiara Arrighi ha assolto la giovane mamma e tra novanta giorni conosceremo i motivi di quella sentenza pronunciata a Lecco e che potrebbe fare giurisprudenza.

Una sentenza che arriva in un momento in cui il tema vaccini, a causa dell’immunizzazione di massa in corso per l’emergenza sanitaria, sta tenendo alta l’attenzione nel nostro Paese.