Roma, 23 ottobre 2019 - Troppi ragazzi costretti a "una migrazione forzata per assicurarsi un futuro" per la piaga della "disoccupazione giovanile": davanti a tutto questo serve “un’alleanza tra generazioni” perché l’Italia non si faccia scappare i talenti migliori e perché le famiglie trovino una risposta alla principale preoccupazione per i propri figli: il loro avvenire. Al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riunisce attorno a sé le eccellenze italiane dell’industria e dell’imprenditoria per conferire le insegne di Cavalieri del lavoro ma ci sono anche gli Alfieri: 26 giovanissimi che si sono già distinti negli studi. Sono i migliori d’Italia, selezionati tra oltre tremila, e con un curriculum invidiabile: almeno 9 all’esame di terza media, la media dell’8 per i primi quattro anni delle superiori, il 100 alla Maturità. La maggioranza di loro sogna di andare all’estero ma, attenzione, non per sempre: l’idea è di tornare in Italia.

Bene le esperienze all’estero, ricorda Mattarella, ma che non siano una scelta obbligata altrimenti l’Italia sarebbe impoverita del suo "capitale sociale" su cui invece "occorre investire, con coraggio e intelligenza". "Troppo spesso, molti giovani debbono lasciare il nostro Paese, cercando altrove opportunità che qui tendono a rarefarsi", osserva Mattarella avvertendo che "una frattura che penalizzasse i giovani – nel lavoro, nel reddito, nella possibilità di costruirsi una famiglia e un futuro – sarebbe certamente tra le più dannose per la comunità".

Il capo dello Stato ricorda che "la prima preoccupazione di ogni famiglia è l’avvenire di figli e nipoti" ed è essenziale che "il nostro sia un sistema sempre più aperto" perché "l’eccesso di cautela come regola ineludibile, il rifuggire da qualsivoglia margine di rischio nei finanziamenti chiude spazi all’innovazione".

Intanto i 26 alfieri, classe 2000 e 2001, stanno muovendo i primi passi all’università e molti di loro si sono già dovuti trasferire in un’altra città, soprattutto dal Sud al Nord. "Faccio Giurisprudenza a Trento, vorrei entrare in magistratura e dare il mio contributo alla crescita del Paese nel quale sono nato", spiega Domenico Zucchi, di Salerno. Emma Maria Ugolini, invece, ha in tasca la maturità scientifica a Verona e studia Medicina direttamente in inglese: "Per potermi preparare per un’esperienza all’estero ma soprattutto perché la maggioranza dei testi è in inglese". L’estero come approdo? "Vorrei lavorare in ambito chirurgico e mi piacerebbe fare un’esperienza negli Usa o in Inghilterra o in Cina, Paese per cui ho una predilezione. Insomma uno sguardo fuori va dato ma voglio lavorare qui".

L’Italia è quasi una destinazione finale obbligata per Francesca Ludovici che, diplomata al liceo classico di Latina, studia ora lettere classiche alla Normale di Pisa. Salvatore Carmine Romano, maturità classica a Potenza, è già approdato a Milano per studiare Medicina alla Bicocca. Luca Giammanco, partito dallo scientifico Cannizzaro di Palermo, ha scelto Fisica alla Sapienza di Roma ma, grazie alla sua bravura, è stato anche ammesso al Collegio universitario dei Cavalieri del Lavoro. Invece Sofia Zanelli, 19 anni di Rende, frequenta Fisica all’Università della Calabria ma con il sogno di diventare astrofisica e girare il mondo.