11 mag 2022

"Alcol e festa, un mix pericoloso Ed esce fuori il peggio: il branco"

Claudio Mencacci, 69 anni
Claudio Mencacci, 69 anni
Claudio Mencacci, 69 anni

Quattrocentomila persone riversate in una città, fiumi di alcol, centinaia di cameriere stagionali alle prime armi e la voglia di ripartire dopo la pandemia: un mix esplosivo.

"Il ritorno alla socialità – risponde lo psichiatra Claudio Mencacci –, dopo aver vissuto una lunga astinenza dalla vita, ha trasformato il riconoscimento del valore degli alpini in un contesto per comportamenti inaccettabili di alcuni: è una situazione che genera vergogna. Il mix di gruppo, festa e alcol ha fatto venir fuori i comportamenti più degradanti. Qui non c’è nulla di goliardico, è tutto inaccettabile. Siamo di fronte alla prevaricazione, al non rispetto. Quando si abbassa il livello di controllo, il peggio viene legittimato. Se nessuno interviene, il gruppo è tutto responsabile: dagli alpini ci si aspetta autocontrollo".

Il fatto che non sia stata presentata alcuna denuncia sembra sminuire gli abusi. Perché?

"La molestia e la violenza generano paura e sofferenza. Sono fatti gravi, non si può mai giustificare o minimizzare. Denunciare è faticosissimo, ma se ci sono centinaia di casi siamo di fronte a un abuso di massa".

"Un 70enne mi ha baciato sulla guancia", "Due ospiti dell’hotel mi hanno invitato a fare la doccia con loro", "Tutti i clienti mi chiamavano ’tesoro’, ’bellezza’". Come mai gli uomini non capiscono di esagerare?

"É una questione culturale, molti lo ritengono ancora un gioco quello di abusare di una donna. Per giocare, però, bisogna essere i due, non 100 a 1. E nel contempo è una condizione socialmente non più accettabile che la mano morta o gli apprezzamenti sessuali siano espliciti. Un conto è una frase gentile di cordialità, un altro è il linguaggio scurrile o l’essere volgari".

Quando finisce la goliardia e iniziano le violenze sessuali?

"La goliardia è anch’essa prepotenza, c’è sempre qualcuno che la fa subire ai più giovani. Dobbiamo capire che non siamo soli a decidere qual è il comportamento che l’altra gradisce. La parola chiave è: scelta".

Certi atteggiamenti maschili se non vengono tollerati, quanto meno sono sottovalutati, alcune volte anche dalle donne.

"Non sappiamo se li accettano o li subiscono in silenzio. Molte, però, non vogliono più riceverli e lo dicono alla luce del sole, per rispetto e dignità".

Alessandro Belardetti

© Riproduzione riservata

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