Gabriele Albertini, classe 1950, è stato primo cittadino di Milano dal 1997 al 2006
Gabriele Albertini, classe 1950, è stato primo cittadino di Milano dal 1997 al 2006
di Ettore Maria Colombo "Ah, se solo Silvio non stesse come sta! – sospira il colonnello azzurro – Questa grana delle comunali l’avrebbe risolta lui con due telefonate ad Albertini e a Bertolaso e con la sua capacità di persuasione e di empatia. A questo punto, però, largo ai nostri uomini: Lupi a Milano e Gasparri a Roma. Candidati autorevoli" chiude e chiosa, gongolando, il colonnello azzurro. Già, solo che Berlusconi, convalescente, per ora è fuori gioco e non può intervenire. Per una volta, però, non è fuori gioco il suo partito, Forza Italia. La rinunzia, ormai ufficiale, di Gabriele Albertini a correre a sindaco di Milano e quella – più volte ribadita – di Guido Bertolaso a lanciarsi nell’agone...

di Ettore Maria Colombo

"Ah, se solo Silvio non stesse come sta! – sospira il colonnello azzurro – Questa grana delle comunali l’avrebbe risolta lui con due telefonate ad Albertini e a Bertolaso e con la sua capacità di persuasione e di empatia. A questo punto, però, largo ai nostri uomini: Lupi a Milano e Gasparri a Roma. Candidati autorevoli" chiude e chiosa, gongolando, il colonnello azzurro.

Già, solo che Berlusconi, convalescente, per ora è fuori gioco e non può intervenire. Per una volta, però, non è fuori gioco il suo partito, Forza Italia. La rinunzia, ormai ufficiale, di Gabriele Albertini a correre a sindaco di Milano e quella – più volte ribadita – di Guido Bertolaso a lanciarsi nell’agone romano, in vista delle elezioni amministrative del prossimo autunno, stanno mettendo nei guai più Lega e Fd’I che gli azzurri. Da un lato c’è la politica delle troppe candidature avanzate e bruciate da parte di Salvini, che aveva puntato tutto su Albertini e Bertolaso. Dall’altro la politica dei niet della Meloni ai candidati civici di Salvini (Albertini e Bertolaso). E così, il partito che una volta era egemone, dentro il centrodestra e oggi ne è solo un comprimario, cioè Forza Italia, torna a dire la propria. Non a caso, il coordinatore nazionale, Antonio Tajani, prende subito la palla al balzo e rilancia: "Lupi, a Milano, sarebbe un eccellente candidato. Ne parleremo con gli alleati. E, a Roma, se Bertolaso, che sarebbe un ottimo sindaco, non ci ripensa, dovremmo andare su un politico: penso al nostro Maurizio Gasparri, ma vedremo…".

Ora, al netto del fatto che Gasparri viene dal mondo del Msi prima e di An poi (e proprio per questo è inviso alla Meloni) e che Lupi viene sì dal mondo azzurro e centrista (ciellino, è stato anche dentro Ncd di Alfano), ma i suoi attriti con Salvini e la Lega ancora pesano, resta il punto. FI ha candidati spendibili, anche nel campo dei nomi ‘politici’, oltre che dei ‘civici’, Lega e Fd’I molti meno. Anzi, civici ‘buoni’ Salvini e Meloni non li hanno proprio. A Roma, in realtà, dopo Abodi (imprenditore), Fd’I ha messo in circoli i nomi di Marchetti (avvocato) e Matone (magistrata), ma gli alleati hanno risposto "Marchetti chi?" e amen. Si attende che la Meloni scelga un suo campione da proporre. In ogni caso, il vero busillis, per il centrodestra riguarda più Roma che Milano, oltre a Bologna.

Nel capoluogo felsineo, infatti, il buio è pesto, riguardo alle candidature, con Fd’I e Lega ai ferri corti da mesi, e alcuni nomi civici già sfumati. Va molto meglio a Torino, dove è in campo e da mesi l’imprenditore Paolo Damilano, e a Napoli, dove è in pista il magistrato Catello Maresca, entrambi con ottime chance di vittoria finale. Riguardo Milano, ieri Albertini – che in questi ultimi giorni aveva lasciato aperto uno spiraglio – ha annunciato il suo alea iacta est: si ritira per "diverse ragioni personali". Piccolo contentino: la "definizione di una lista civica" fatta a suo nome. Torna, dunque, prepotente, il nome di Maurizio Lupi. Leader di Noi con l’Italia, milanese doc (viene dalle periferie), ciellino e azzurro, Lupi è in gamba, ma la Lega frena sul suo nome. In alternativa c’è Maurizio Ruggiero, ad di Melita Italia, che scalpita.

Non fa nomi Matteo Salvini: si limita a un generico "troveremo un uomo o una donna all’altezza a Milano come a Roma il prima possibile". Il tanto sospirato vertice dei tre big (Salvini, Meloni e Tajani) si terrà mercoledì. Ma, appunto, il vero busillis è Roma. Tajani lancia appunto Gasparri, su cui però c’è il mezzo veto di Fd’I che potrebbe lanciare un suo uomo, Fabio Rampelli.