Tommaso Strambi Se fossimo in radio l’amico Alessandro Milan lancerebbe un bel ‘premio Giachetti’. Rullo di tamburi e quell’urlo "avete la facia come il c...". Eh già. Benché, infatti, madre natura sia stata generosa con la senatrice Sonia Fregolent (un ovale affascinante, incastonato in una chioma...

Tommaso

Strambi

Se fossimo in radio l’amico Alessandro Milan lancerebbe un bel ‘premio Giachetti’. Rullo di tamburi e quell’urlo "avete la facia come il c...". Eh già. Benché, infatti, madre natura sia stata generosa con la senatrice Sonia Fregolent (un ovale affascinante, incastonato in una chioma bionda con taglio sbarazzino) questa volta se lo merita tutto il ‘premio Giachetti’. Il perché è presto detto. La Nostra – un passato da primo cittadino di Sernaglia della Battaglia in provincia di Treviso, un presente a Palazzo Madama e un avviato studio da avvocato alle spalle – non ha esitato neanche un minuto a richiedere (e ottenere) dal Comune in cui risiede (quel Sernaglia di cui, appunto, è stata sindaco) un bonus da 240 euro per il centro estivo frequentato dal figlio a luglio dello scorso anno.

Nulla di illecito, beninteso. L’amministrazione comunale non aveva previsto nessuna limitazione (Isee familiare o altro) ai fini dell’attribuzione del contributo. Quindi a rigore di legge non le può essere contestato nulla. Solo una questione di opportunità. Di fronte a tanti cittadini (a cominciare da ristoratori e baristi) stremati dalla crisi, Lei – con lo stipendio da senatrice e un 730 da libero professionista – poteva astenersi. Invece, come se niente fosse, ha chiesto e ottenuto il bonus. E poco importa che, ora, affermi di averli donati in beneficienza quei soldi. Perché, poi, la carità si fa con i propri denari, non con quelli della collettività. Soprattutto quando si ricoprono incarichi pubblici.