Il bacio tra Fernando Aiuti e Rosaria Iardino (Ansa)
Il bacio tra Fernando Aiuti e Rosaria Iardino (Ansa)

Roma, 9 gennaio 2019 - Un bacio che fece scalpore e che cambiò la storia della lotta all’Aids. La notizia della morte dell’immunologo Fernando Aiuti ha rinnovato la leggenda di un gesto fortemente evocativo e liberatorio, quando baciò sulla bocca Rosaria Iardinoper dimostrare in maniera lampante che il virus Hiv non poteva essere trasmesso attraverso un contatto affettuoso tra due persone. Un momento immortalato da una foto emblematica che fece il giro del mondo. Era il 2 dicembre 1991: Rosaria era una coraggiosa adolescente, volto simbolo della lotta all’Aids. Combatteva l’emarginazione delle persone sieropositive come lei, si prodigava attraverso raccolte fondi e mobilitazioni di piazza a finanziare la ricerca scientifica, rivendicando al tempo stesso rispetto e dignità nei confronti del malato. Si discuteva ancora, a quei tempi, dei possibili veicoli di contagio del virus. Oggi la Iardino, che gode di ottima salute, è presidente della Fondazione The Bridge, organismo che progetta interventi in ambito sociale e di politica sanitaria universalistica, coordinati con l’attività di ricerca, i decisori e gli opinion leader. 

Aiuti, marchigiano originario di Urbino, 84 anni, è stato professore ordinario di medicina interna all’Università di Roma La Sapienza, direttore e docente della scuola di specializzazione in allergologia e immunologia clinica, coordinatore del dottorato di ricerche in scienze delle terapie immunologiche, negli anni 1980 - 2007. Era infettivologo nel Policlinico Umberto I di Roma, dove ha percorso le tappe della sua carriera iniziata nel 1966 come assistente, poi come viceprimario e, nel 1985, direttore della immunologia e allergologia clinica. 

L'iimpegno del medico, che fu fondatore e primo presidente di Anlaids (Associazione Nazionale per la lotta contro I'AIDS), si concentrò anche sui problemi sociali delle malattie infettive, contribuì al lancio di campagne informative per evitare comportamenti a rischio nel campo delle malattie sessualmente trasmesse. In particolare si prodigò per realizzare in Italia case alloggio per malati di Aids in condizioni critiche, e si batteva contro la discriminazione delle persone sieropositive. Era peraltro impegnato anche in altri fronti, ad esempio per la prevenzione della tubercolosi, il trattamento di malattie immunologiche, reumatologiche e autoimmuni, la lotta alle tossicodipendenze. Aiuti, si legge nella biografia,ha fatto parte fin dal 1977 di varie commissioni del ministero della Salute, del ministero della Ricerca Scientifica e dell’Istituto Superiore di Sanità: commissione per la lotta alla droga, commissione per le malattie rare, commissione per la lotta alla SARS, commissione nazionale per la lotta all’AIDS, commissione per le malattie allergiche, componente del Consiglio Superiore di Sanità. 

Alla fine degli Anni Ottanta c'era ancora purtroppo tanta diffidenza e ignoranza nei confronti delle malattie hiv-correlate. Un mese prima del famoso bacio di Fernando Aiuti e Rosaria Iardino, fece scalpore negli Stati Uniti l'uscita di Magic Johnson, campione di basket (ora è imprenditore sportivo a Los Angeles) che rivelò al mondo di aver contratto il virus HIV, salvo poi tornare a giocare il 9 febbraio 1992, con nulla osta dei sanitari, nell'All-Star e poi alle Olimpiadi, sempre nella pallacanestro. Earvin, questo il nome del leggendario playmaker, diede vita alla Magic Johnson Foundation, con lo scopo di raccogliere fondi per lotta contro l'AIDS e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della prevenzione e della cura del virus. Da citare, per rendere appieno il clima di quegli anni, anche l'uscita di Philadelphia, un film del 1993 interpretato da Tom Hanks e Denzel Washington, che narra vicende accadute realmente anni prima a Boston e affronta in maniera esplicita il tema dell'AIDS.

Aiuti era anche un autore letterario, ha pubblicato due libri di divulgazione scientifica: Sapere Uguale Vivere e Nessuna Condanna, per Sperling & Kupfer, e un testo erudito, il nostro meraviglioso sistema immunitario, edito da Guerini e Associati. Ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti, ed era socio onorario del Rotary Club di Urbino, sua città natale. Fu nominato Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica nel 1992, mentre nel 2010 era stato proclamato professore emerito dell’Università di Roma, La Sapienza.

Nei giorni scorsi Rosaria Iardino, nell'imminenza del Natale, ricordando a 27 anni di distanza il significato di quel bacio con Aiuti, ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per caldeggiare la salvaguardia del sistema sanitario nazionale in Italia. Oggi la terapia antiretrovirale offre alle persone che hanno contratto il virus hiv una spettanza di vita del tutto analoga a quella che contraddistingue il resto della popolazione. Le maggiori industrie farmaceutiche hanno sviluppato terapie combinate che consentono di proseguire la terapia antiretrovirale semplificando il numero di farmaci da prendere per via orale giornalmente, in questo modo è più facile mantenere sotto controllo la viremia e azzerare il rischio di contagio. Si parla anche di altre forme di terapia, come la somministrazione una volta al mese, o addirittura ogni due mesi, senza necessità di rifornirsi continuamente in farmacia, la terapia antivirale (long acting) sarà una concreta prospettiva in un prossimo futuro. Tra i vantaggi, la facilità di somministrazione e l'aderenza terapeutica assicurata, ma questi passi avanti allentano la percezione dell'infezione incombente, con conseguente ripresa dei comportamenti a rischio. Per questo, parlando di Aids e virus Hiv, occorre tenere sempre alta la guardia.