Un libro del Corano (Ansa)
Un libro del Corano (Ansa)

Roma, 11 maggio 2020 - "Adesso mi chiamo Aisha". Alla psicologa che l'ha seguita da quando è arrivata all'ambasciata italiana di Mogadiscio e durante il voloverso l'Italia, Silvia Romano, la ccoperante rapita in Kenia il 20 novembre 2018 e liberata sabato, ha raccontato di essersi convertita spontaneamente all'Islam durante la prigionia e di aver scelto Aisha come nuovo nome. "Nessuno mi ha costretto a fare nulla", ha poi ripetuto durante l'interrogatorio di 4 ore davanti al pm di Roma titolare dell'indagine. "Non mi hanno costretto a fare nulla. Sono sempre stata chiiusa in stanze. Leggevo e scrivevo".

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Ma cosa significa e da dove viene il nome scelto da Silvia? Deriva dall'arabo e significa "forza vitale, vita". Il nome è un omaggio ad Aisha bint Abi Bakr, figlia di Abu Bakr, il primo califfo dell’Islam. Aisha è stata anche la più importantee amata delle spose di Maometto (sembra che fu promessa in sposa da bambina) dopo la morte della prima moglie Khadija. Divenne una leader politica e miliater. Ed è per tutti questi motivi che si tratta di un nome popolarissimo tra i musulmani. Il suo uso è incrementato particolarmente dagli anni Settanta.

Le curiosità: Aisha è attualmente piuttosto popolare tra le nuove nate del Regno Unito (è stato l'87° nome più scelto nel 2016). E' stato il 251° nome più scelto in Italia nel 2018.