"Ho dovuto bloccare i colleghi... li stavano facendo scendere a mia insaputa dal medico... dobbiamo ancora temporeggiare qualche giorno così, non avranno più segni...". Emerge anche "la pervicace volontà", come la descrive il gip Sergio Enea, di negare ai detenuti picchiati ogni forma di assistenza medica, nell’ordinanza di custodia cautelare sull’"orribile mattanza" del 6 aprile 2020, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Una decisione presa dai dirigenti della Polizia Penitenziaria per impedire che si notassero le lesioni inflitte durante la cosiddetta "perquisizione straordinaria". Intanto sono salite a 77 le sospensioni – compresi i due vicedirettori e un vicecomandante – decise dal Dap.