Sospeso tra la vita e la morte. L’Olanda, e non solo, è sotto choc per l’agguato al giornalista investigativo Peter R. de Vries, rimasto gravemente ferito martedì sera ad Amsterdam dopo essere stato raggiunto da colpi da arma da fuoco alla testa. Il reporter è attualmente ricoverato in ospedale, mentre la polizia ha arrestato tre persone tra cui ci potrebbe essere l’esecutore materiale dell’attacco. Le prime ipotesi – secondo quanto ripotano i media locali – puntano sulla pista dei clan...

Sospeso tra la vita e la morte. L’Olanda, e non solo, è sotto choc per l’agguato al giornalista investigativo Peter R. de Vries, rimasto gravemente ferito martedì sera ad Amsterdam dopo essere stato raggiunto da colpi da arma da fuoco alla testa. Il reporter è attualmente ricoverato in ospedale, mentre la polizia ha arrestato tre persone tra cui ci potrebbe essere l’esecutore materiale dell’attacco. Le prime ipotesi – secondo quanto ripotano i media locali – puntano sulla pista dei clan criminali.

De Vries, 64 anni, conosciuto fin dagli anni ‘80 per la copertura giornalistica del rapimento del re della birra Freddy Heineken e in seguito per il suoi reportage sulla criminalità organizzata, era stato minacciato in passato diverse volte. L’anno scorso era stato consigliere e confidente del principale testimone dell’accusa nel caso contro Ridouan Taghi, descritto come il malvivente più ricercato dei Paesi Bassi. L’agguato, avvenuto subito dopo che

de Vries aveva partecipato a una trasmissione televisiva negli studi dell’emittente RTL, è stato etichettato come un crimine contro la libertà di stampa dal governo dell’Aja e anche dall’Unione europea. "Potremmo non essere d’accordo con molto che vediamo nei nostri media – ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, commentando l’attacco al reporter di cronaca nera –, ma dobbiamo essere d’accordo sul fatto che i giornalisti che indagano sui potenziali abusi di potere non sono una minaccia, ma una risorsa per le nostre democrazie". Dal canto suo, il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha parlato di un attacco ai valori europei. Numerose le reazioni da parte di giornalisti, politici ed esponenti della società civile sia olandese che estera. Il primo ministro Mark Rutte ha definito l’episodio "choccante e inconcepibile". Grande sconcerto è stato espresso anche dalla famiglia reale.

"I Paesi Bassi hanno chiaramente un problema di stato di diritto. Peter R. de Vries è stato colpito solo per aver fatto il suo dovere di giornalista", ha scritto su Twitter Hidveghi Balazs, eurodeputato di Fidesz ( il partito ungherese di estrema destra), che non si è lasciato sfuggire l’occasione per attaccare Rutte, tra i più critici nei confronti dell’Ungheria proprio sul rispetto dello stato di diritto. "Questo è un chiaro attacco alla libertà di stampa", ha aggiunto l’eurodeputato rivolgendosi al premier liberale: "Dovrebbe occuparsi del proprio Paese invece di pensare a mettere in ginocchio l’Ungheria".