"Una donna non può fare il ministro. È come se le mettessi al collo un peso che non può sostenere. Non è necessario che le donne siano nel governo, loro devono fare figli". Mentre annunciano il rinvio della cerimonia di insediamento del nuovo esecutivo, ipotizzata finora in concomitanza con il ventennale dell’11 settembre, i Talebani assestano un nuovo schiaffo ai diritti delle afghane e alla comunità internazionale. "Le quattro donne che protestano nelle strade non rappresentano le donne dell’Afghanistan. Le donne dell’Afghanistan sono quelle che danno figli al popolo dell’Afghanistan, che li educano secondo i valori islamici", ha detto in un’intervista il portavoce dei sedicenti studenti coranici, Sayed Zekrullah Hashim. Parole che confermano l’allarme dell’Unesco sul rischio di una "catastrofe generazionale" in materia di educazione. "In Afghanistan – ha dichiarato il direttore generale Audrey Azoulay – c’è in gioco la necessità assoluta di preservare i progressi raggiunti in materia di educazione, in particolare per le ragazze e le donne".