L’aereo che sembra percorrere il perimetro di un triangolo. La prima virata a destra sull’Idroscalo e lo scalo merci di Segrate, prevista. Un’altra virata a destra, lungo la rotta corretta con destinazione Olbia. Poi un’ulteriore svolta, questa non contemplata dal piano di volo, come se il pilota stesse disperatamente cercando di rientrare al punto di partenza per un problema improvviso. Non ce l’ha fatta Dan Petrescu, magnate romeno con un patrimonio stimato tra uno e tre miliardi di euro e proprietario di ipermercati e gallerie commerciali: il suo Pilatus Pc-12 targato Yr-Pdv, acquistato sei anni fa, è precipitato in picchiata al confine tra Milano e San Donato Milanese, schiantandosi su una palazzina in ristrutturazione (non c’erano operai di domenica nel cantiere in cui avrebbero dovuto trovare posto una...

L’aereo che sembra percorrere il perimetro di un triangolo. La prima virata a destra sull’Idroscalo e lo scalo merci di Segrate, prevista. Un’altra virata a destra, lungo la rotta corretta con destinazione Olbia. Poi un’ulteriore svolta, questa non contemplata dal piano di volo, come se il pilota stesse disperatamente cercando di rientrare al punto di partenza per un problema improvviso. Non ce l’ha fatta Dan Petrescu, magnate romeno con un patrimonio stimato tra uno e tre miliardi di euro e proprietario di ipermercati e gallerie commerciali: il suo Pilatus Pc-12 targato Yr-Pdv, acquistato sei anni fa, è precipitato in picchiata al confine tra Milano e San Donato Milanese, schiantandosi su una palazzina in ristrutturazione (non c’erano operai di domenica nel cantiere in cui avrebbero dovuto trovare posto una stazione dei pullman di lunga e media percorrenza, biglietterie, uffici e foresteria per gli autisti) a due passi dal terminal bus dell’estrema periferia sud della metropoli e dall’uscita del capolinea della metropolitana gialla.

Otto le vittime, che per un drammatico scherzo del destino hanno trovato la morte in una strada intitolata alle vittime della strage di Linate dell’8 ottobre 2001: oltre all’immobiliarista 68enne, che in patria chiamavano "il miliardario nell’ombra" per via della scarsa voglia di apparire (girava su una vecchia Opel Vectra) e dei pochissimi dettagli noti su affari e vita privata, sono morti nel terribile impatto anche la moglie Righina, di 65 anni, il figlio trentenne Dan Stefan Petrescu e l’amico Julien Brossard, che venerdì avrebbe compiuto 36 anni; sull’aereo c’erano pure il 33enne Filippo Nascimbene, la moglie francese di 34 anni Claire Alexandrescou, il figlio di un anno e nove mesi Raphael e la nonna 65enne Miruna Anca Lozinschi. Gli agenti delle Volanti, i carabinieri e i vigili del fuoco sono arrivati sul posto nel giro di pochissimi minuti, ma purtroppo non c’era più nulla da fare per gli occupanti dell’aereo: "L’impatto è stato devastante, una vera e propria esplosione", ha affermato Carlo Cardinali, funzionario dei vigili del fuoco di Milano. Secondo le prime informazioni, il Pilatus potrebbe aver avuto un problema all’unico motore subito dopo il decollo, alle 13.04 dalla pista 36, tanto che la prima telefonata al 112 è arrivata alle 13.09; un testimone ha riferito agli inquirenti di aver visto il motore in fiamme, mentre altri hanno parlato di una serie di veloci cambi di direzione in aria prima dell’impatto sul tetto dell’edificio di due piani.

Non risultano richieste di aiuto dall’aereo, anche se ci sarebbe stato un contatto con la torre di controllo dopo il cambio di rotta non preventivato: alla richiesta di chiarimenti, il pilota avrebbe chiesto un cambio di rotta per maltempo, senza però fare cenno ad anomalie o avarie in corso. Il Pc-12 era arrivato da Bucarest il 30 settembre ed era ripartito nella tarda mattinata di ieri in direzione Sardegna, dove Petrescu ha una mega villa (ad attenderlo, secondo i media romeni, c’era la madre di 98 anni). A legare i due nuclei familiari, quello del magnate e quello di Nascimbene, era con ogni probabilità l’amicizia tra Dan Stefan, che faceva il ricercatore in Canada, e Filippo e la voglia di festeggiare insieme il battesimo del piccolo Raphael, nato a Milano il 16 gennaio dello scorso anno.

Oggi la procura aprirà un fascicolo per disastro colposo, avviando gli accertamenti investigativi per chiarire cosa sia accaduto a bordo; la scatola nera è stata recuperata. Dalle immagini delle telecamere, ha spiegato l’aggiunto Tiziana Siciliano al termine del sopralluogo con la collega Giovanna Cavalleri, "si vede la fiammata al momento dell’impatto. Ora dobbiamo acquisire tutta la documentazione per ricostruire la dinamica del disastro. Al momento è troppo presto per qualsiasi ipotesi. Si sa – ha aggiunto il magistrato – che il volo è stato seguito fino a un certo punto. Dopo si è verificata qualche anomalia nella traccia radar e poi è precipitato". L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha avviato un’inchiesta e disposto l’invio di un investigatore sul luogo dell’incidente.