26 mar 2022

Addio sponsor, premi e diritti tv Il flop è una mazzata per il Pil

La vittoria del 2006 portò una crescita di 15 miliardi. Con l’eliminazione si perde una vetrina per il made in Italy

paolo grilli
Cronaca
Tra sponsor e diritti tv la mazzata per la crescita italiana sarà pesante
Tra sponsor e diritti tv la mazzata per la crescita italiana sarà pesante
Tra sponsor e diritti tv la mazzata per la crescita italiana sarà pesante

di Paolo Grilli

Non è solo l’ego pallonaro italico ad aver subito un colpo ferale con l’eliminazione dell’Italia ai playoff per i Mondiali. Com’è ovvio e inevitabile in uno sport impregnato di business, ora c’è da farsi i conti in tasca. E sono altri dolori, terribili.

Quando l’Italia vinse il titolo nel 2006, si valutò che l’effetto positivo del trionfo sul Pil fu dell’1%: qualcosa come 15 miliardi, insomma una robusta finanziaria. Con il successo agli Europei, il calcolo portò in ogni caso a un eccellente +0,7%. Un trofeo che arriva in bacheca aumenta la fiducia di una nazione, ed è un volano unico in termini di marketing per promuovere i suoi prodotti all’estero.

Non c’è stato, invece, ancora il tempo di elaborare il dato dopo questa disfatta. Ma pare scontata una mazzata sul Pil. Verosimilmente, non si compreranno molti televisori nuovi per vedere un Qatar 2022 al quale saremo assenti, anche le spese di convivialità per le partite tenderanno a zero. Non si venderanno maglie azzurre. Tutto questo, senza contare ovviamente il danno d’immagine al nostro Paese, nei termini di pubblicità negativa (o mancata) maturata con il ko sul campo.

A pagare direttamente sarà poi la Figc. Qualificarsi ai Mondiali, anche solo fermandosi poi alla fase a gironi, porta nelle casse 9 milioni e mezzo di premi Fifa. Denaro che non arriverà, mentre la Federazione sarà già tenuta a versare una penale di 5 milioni ai suoi sponsor quest’anno proprio per effetto dell’eliminazione. A fine 2022, vanno poi ridiscussi i rinnovi degli accordi commerciali per il quadriennio successivo, e la stima è che la Figc, proprio per l’appeal crollato degli azzurri, possa vedere abbattersi i propri introiti annuali di carattere commerciale da 180 a 140 milioni. Nuovo sponsor tecnico sarà Adidas, dopo Puma, e da solo pagherà alla Federazione non meno di 40 milioni all’anno. Ma è probabilissimo che possa trattare al ribasso la cifra ora che in Qatar non andremo.

Anche la Rai, che si è aggiudicata i diritti per trasmettere le partite del Mondiale, con gli azzurri fuori deve attuare un piano di emergenza. Aveva speso oltre 100 milioni, ma l’audience complessiva senza l’Italia potrebbe crollare, e gli inserzionisti fuggire. Rivendere parte dei diritti assomiglia molto, ora, a una necessità.

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