Santa Maria La Scala (Catania), 4 marzo 2019 - Il mare ha restituito il corpo all'ottavo giorno di ricerche, lo hanno avvistato tre sub a quasi quattro di profondità; poi i sommozzatori dei vigili del fuoco di Catania lo hanno recuperato. Enrico Cordella, 22 anni, era disperso da domenica 24 febbraio. Il giorno dopo erano stati ritrovati la fidanzata e l'amico che quel pomeriggio si trovavano con lui in auto sul molo, incantati dallo spettacolo del mare in burrasca e sorpresi alle spalle da un'onda, Margherita Quattrocchi, 21 anni, e Lorenzo D’Agata, 27. La famiglia di Enrico ha passato tutto questo tempo in straziante attesa proprio lì, dove il ragazzo era stato felice per l'ultima volta. Con una preghiera rivolta alla Madonnina del mare: riportacelo a casa, riconsegnaci un corpo da piangere. Il parroco don Francesco Mazzoli era riuscito a mobilitare pescatori e sub che hanno scandagliato le acque, di supporto alle ricerche 'istituzionali' di vigili del fuoco e Capitaneria. E proprio tre volontari hanno avvistato il corpo di Enrico, verso le 19.30, un chilometro circa a sud del porto, in un’area che era già stata scandagliata. "Ma probabilmente - ragiona Giuseppe Verme, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Catania - non era stata setacciata come meritava. Perché quella zona comincia ad essere profonda. Le ricerche dovevano consentire ai nostri sommozzatori una operatività molto lunga. Invece fare le immersioni a una certa profondità significa poi ridurre i tempi di disponibilità del personale”. Alle 22 il cadavere è stato portato a riva su una motobarca dei pompieri. Poi il momento più doloroso, il riconoscimento per togliere anche il minimo dubbio, è toccato al fratello più grande, Salvo. Il funerale mercoledì 6 marzo, nella cattedrale di Acireale.