Alberto Genovese, l’imprenditore del web rinchiuso a San Vittore dal 6 novembre con l’accusa di aver drogato e violentato due ragazze a Ibiza, deve restare in carcere: le sue condizioni di salute mentale, legate alla dipendenza dalla cocaina, non sono incompatibili con la detenzione. Lo ha stabilito il gip di Milano Tommaso Perna sulla base della perizia depositata dal direttore del Dipartimento salute mentale della Asl di Torino, Enrico Zanalda. L’accertamento era stato disposto dal gip accogliendo la richiesta dei difensori Luigi Isolabella e Davide Ferrari.

Dopo l’arresto per l’accusa di aver violentato una 18enne nel suo attico a due passi dal Duomo, il 25 febbraio scorso a Genovese era stata notificata anche una seconda ordinanza per lo stupro, contestato pure alla sua fidanzata nelle indagini dei pm Mannella-Stagnaro-Filippini, di una modella di 23 anni a Ibiza il 10 luglio, anche lei stordita con un mix di stupefacenti. L’imprenditore è anche indagato in una tranche d’inchiesta che riguarda la sue movimentazioni finanziarie.