I furbetti dello sci. Si catapultano dalle regioni circostanti (soprattutto dal Lazio) sulle piste delle montagne abruzzesi con la scusa dei figli o dei nipoti iscritti a scuole sci. E così mentre i piccoli si allenano o gareggiano, loro si fanno una bella sciatina alla faccia di tutti gli italiani che non possono lasciare il...

I furbetti dello sci. Si catapultano dalle regioni circostanti (soprattutto dal Lazio) sulle piste delle montagne abruzzesi con la scusa dei figli o dei nipoti iscritti a scuole sci. E così mentre i piccoli si allenano o gareggiano, loro si fanno una bella sciatina alla faccia di tutti gli italiani che non possono lasciare il confine della propria regione.

Nel weekend una vera e propria folla si è riversata a Campo Felice, con i carabinieri impegnati con pattuglie in auto e con gli sci a controllare la situazione. Le forze dell’ordine si sono prodigate almeno per multare chi era arrivato in Abruzzo senza nemmeno un parente da accompagnare sulle piste. Per tutti gli altri si è potuto fare ben poco. La situazione sulle piste è drasticamente peggiorata da quando è stato consentito ai proprietari di seconde case di raggiungere le proprie abitazioni. Ora, con il trucco del figlio-atleta, gli assembramenti vicino agli impianti si sono fatti sempre più consistenti.

Ma non è solo la montagna a destare preoccupazioni. Ieri ci sono state ancora chiusure temporanee delle strade del centro di Roma, a partire da via del Corso, per la presenza di molte persone. Era già successo sabato e, nonostante gli appelli a non andare tutti in centro, la situazione si è ripetuta a 24 ore di distanza. Gli agenti della polizia municipale sono intervenuti nelle vie del ‘tridente’, dove, per contenere l’afflusso di gente hanno messo in atto chiusure temporanee per far defluire la folla. Numerosi gli interventi anche nei principali parchi e ville storiche della Capitale per far rispettare il distanziamento ed evitare il più possibile la formazione di assembramenti.

red. int.